19 novembre 2014

[FASHION & LOOK] #VIBRATIONSHOW: SONO NATA PER CONDURRE

Quando Jenny Modena, l'Image Maker ferrarese di fama internazionale, mi ha contattato annunciandomi che stava per mettere in scena un evento unico e irripetibile avevo già capito che si trattava di qualcosa di grande. Probabilmente mai visto a Ferrara. E così è stato.
Inizialmente, quando ci siamo viste la prima volta, mi ha spiegato la scaletta dello spettacolo con l'invito di partecipare perchè ci teneva che io fossi presente. Alla fine, capendo che sul finale potevo lavorarci, le ho proposto un mio intervento da conduttrice per chiudere lo show. Lei con grandissimo entusiasmo ha accettato la mia iniziativa. Si è fidata e ha fatto bene. 
Non avevo provato nulla durante la settimana, ma ho avuto domenica solo un paio di ore prima dello show per leggere ciò che dovevo dire; durante trucco e parrucco.


E poi ho lasciato tutto alla mia pancia, alle emozioni e alla mie doti. Perchè sì, io l'ho sempre detto che sono nata per condurre, anche se qualcuno ha cercato di ostacolarmi. Perchè ho padronanza del palco, un'ottima dizione e so improvvisare.
Sullo show avete già letto la mia cronaca sul quotidiano la Nuova Ferrara con gallery aggiunta. Per quanto riguarda il mio contributo della serata lo trovate qui sotto sul canale Youtube. Buona visione!

12 novembre 2014

[BEAUTY] TRUCCO DELICATO PER IL QUOTIDIANO BY EUPHIDRA

Io e il mio blog oramai siamo affezionate ad Euphidra. Si era capito? Da quando la primavera scorsa sono stata invitata nella loro azienda per vedere con i miei occhi come lavorano e i nuovi prodotti della stagione, ho capito che posso fidarmi. Tant'è che da tempo oramai utilizzo Euphidra per la cura della mia bellezza e mi trovo benissimo.
Con questo post, che contiene anche un euforico vlog, voglio mostrarvi i prodotti Euphidra per il mio make up quotidiano. Pochi elementi, ma buoni!
Un make up che potete usare anche voi per l'ufficio, la scuola o il tempo libero. Il suo obiettivo infatti è solo quello di valorizzare in maniera delicata.


Tra questi ne vedete già uno che conoscete bene: il fard all over che ho osannato qualche mese fa, ma anche i matitoni della collezione precedente (sono inesauribili).
Tra le novità, invece, c'è il mascara allungante a "bacchetta magica" (perdonate, è una mia divagazione) e il jumby, un pennarello a rossetto che colora delicatamente le labbra con potere nutritivo e protettivo per tutto il giorno. Buona visione!

10 novembre 2014

[LIFESTYLE] DEPOP: LA MIA GUIDA ALL'USO (CON L'ULTIMO CONSIGLIO AI PUNTI VENDITA)


Questa mattina vi ho dato il buongiorno con una news: ho deciso di riattivare il mio account Depop. Perchè mi sono accorta che da Depop non ti cancelli definitivamente ma disattivi l'iscrizione solo in via del tutto momentanea. 
Per chi non la conoscesse, Depop, è una applicazione (disponibile per Ios e Android) che permette la compravendita gratuita di oggetti a pagamento sicuro. Vanno per la maggiore abiti e accessori, poichè credo che chi l'ha creata volesse lanciarla per il settore fashion (credo!), ma si può trovare di tutto. A poche ore dal mio approccio, in questo post, vi fornisco una mini guida all'uso per creare una vetrina virtuale eccellente ed evitare di cadere nello sconforto. Perchè, purtroppo, Depop ha i suoi tempi e per avere un riscontro occorre adottare qualche accorgimento.

1. L'obiettivo: perchè t'iscrivi a Depop? Prima di approdare su Depop definite ciò che volete mettere in vendita facendo una selezione di qualità. Secondo me se l'obiettivo è quello di vendere roba usata, troppo usurata, e di bassa qualità lasciate perdere. In questo caso donate a qualcuno di bisognoso.
Invece, se avete quel capo o quell'accessorio carino che non usate, ma meritevole di una seconda vita in un altro armadio, Depop fa al caso vostro.

2. La cura della vetrina virtuale e le condizioni. Considerate l'account come la vostra vetrina personale. Come avere a disposizione un negozio fisico aperto 24 ore su 24. Se ci penso è una figata!
A questo punto scegliete un nick, una foto e una descrizione. Per il nick io sono andata sul sicuro: tutti mi conoscono come Francescaglossy, quindi mi sembrava sensato utilizzarlo.
Per la foto del profilo Depop cercate di metterci la faccia! Non c'è cosa migliore di vedere chi vende le proprie cose. Per la descrizione, invece, poche chiacchere: cosa offrite? Come? A quali condizioni?
Un aspetto che dovete prendere in considerazione tra le condizioni è lo scambio. Si o no? Molti non lo accettano, io invece ho voluto inserirlo perchè non voglio precludermi nulla. Lo swap crea miracoli!

3. Usate le mie tre C: Cominciare a Caricare con Cura. Inutile farsi prendere dalla foga: trascorrere giornate intere a caricare senza senso non porta a nulla. Piuttosto caricate uno o due articoli al giorno. Ogni articolo deve avere almeno due foto (Depop permette di mostare il prodotto attraverso una gallery) curate. Prediligete l'indossato perchè chi guarda si metterà proprio nei vostri panni. Inoltre, nella descrizione cercate di essere esaustivi e mettetevi a disposizione per ulteriori informazioni.

4. Gli hashtag sono briciole che valgono come il pane. Per me l'hashtag è un elemento naturale. Oramai è entrato nella mia quotidianità. Ecco, se così non fosse, dovete cominciare a pensarla in questo modo. Perchè l'hashtag è fondamentale per farsi trovare e far trovare il vostro prodotto in vendita. Cercate di utilizzarlo nelle parole chiave della descrizione e i risultati arriveranno!

5. Depop non è Instagram. Evitate di postare per obiettivi diversi: mettersi in mostra, spammare o altro. Purtroppo navigando su questa app ho trovato utenti che commettono l'errore di postare a caso con l'obiettivo (controproducente) di mettersi in mostra, spammare o altro. Sbagliato, il rischio è di far perdere tempo agli utenti che sono lì per l'obiettivo dell'app. Per tutto il resto c'è Instagram, basta e avanza. Depop è stato creato per vendere e comprare, giusto? Utilizziamolo per quello e basta!

6. Sono un commerciante e ho già un punto vendita fisico: posso utilizzare Depop? Volete un mio consiglio personale? Lasciate perdere. Il perchè è presto detto: Depop è stato creato per l'utente, il consumatore finale, che desidera disfarsi di tutto quello che non indossa più.
Se entrate nella community sbagliata commettete il rischio di svalutare la vostra merce e perdere tempo per chiarire che: non è merce usata, non accettate scambi e altre richieste specifiche del caso.
Ci sono tante piattaforme che fanno al caso vostro: il comune Ebay, DaWanda, Etsy, ecc...
Non fatevi prendere dall'entusiasmo della seconda vetrina perchè secondo me chi entra su Depop è alla ricerca dell'usato e non di altro. Se poi, invece, trattate vintage potrebbe essere una valida alternativa, ma sempre seguendo le accortezze del caso.

Ora buttatevi e abbiate pazienza!

09 novembre 2014

[FASHION & LOOK] OMERO COLLANT E IL TATTOO CHE NON IMPEGNA


Scusate la grazia con cui mi metto in posa per le foto ma avrete capito che non è il mio mestiere. E non ambisco neanche a questo! Però volevo farvi vedere i collant che ho indossato ieri giocando semplicemente con due contrasti: il rosa e il nero; la linea romantica e quella un po' più grintosa. Insomma, contrasti che a me piacciono.
Proprio ieri mi sono trovata ispirata e così ho deciso d'indossare i collant Omero effetto tattoo. In verità ho battezzato io questo termine perchè ufficialmente il prodotto risponde al nome di Anthea con baguette frontale in pizzo stampato. Credo che il modello sia una valida alternativa ai classici collant neri monocolore. Che ne pensate?
Quando ho postato la foto su facebook qualcuno ha apprezzato. Infatti, se siete interessati a questo prodotto in particolare o alla collezione Autunno/Inverno 2014-2015 di Omero, con il codice BL14-09 i lettori di The Glossy Mag avranno diritto ad uno sconto del 25% per gli acquisti superiori a 50 € sullo shop online.
Con questo brand mi sono sempre trovata bene: le proposte non sono banali, ideali per una donna che vuole stupire con eleganza, e le calze sono resistenti. Inoltre, ho visto che l'azienda è italiana. Più di così?!

08 novembre 2014

[FASHION & LOOK] ORA LE MEZZE STAGIONI SI COMBATTONO CON 100 GRAMMI D'IMBOTTITURA (ECO!)

Se pensate che voglia riprendere il tema con cui ho iniziato la settimana per concludere in bellezza vi sbagliate. Il caso Report Gabanelli versus Moncler è finito, anche le cronache del momento parlano d'altro.
Voglio piuttosto farvi vedere una comodità che mi attira parecchio. Infatti sono alla ricerca del piumino - o meglio giubbotto - eco con imbottitura a 100 grammi. Magari anche ad un costo contenuto.
Si tratta di un trend che oramai va avanti da quasi un anno. No non è nuovo perchè già dall'autunno scorso - proprio in questo periodo - codesti giubbottini cominciavano a girare.
C'è da capire che le mode tendenzialmente scoppiano con un po' di ritardo, perchè vanno metabolizzate, per poi andare avanti qualche stagione. E perdersi per un altro po' e ritrovarsi anni dopo.
L'altro giorno, mentre ero in treno, una ragazza indossava il giubbottino 100 grammi con naturalezza su un blazer e un outfit casual (ma da lavoro!). Il suo era leggeramente svasato a forma di cappa con maniche ampie a tre quarti. Magari lo trovassi così!
Non sono stata proprio fortunata perchè online c'è poco: l'unico carino a buon prezzo per me è questo di Benetton ma non è in magazzino. Nella descrizione il sito lo chiama piumino ma la composizione è 100% artificiale.


Il giubbottino 100 grammi è entrato nella lista dei miei desideri devo però darmi una mossa ad acquistarne uno perchè il rischio di far arrivare il freddo gelido è alto.
A quel punto 100 grammi d'imbottitura sarebbero pochi ma ne sarei ancora così innamorata da indossarlo per altre (mezze) stagioni.

07 novembre 2014

[FASHION & LOOK] IL 100% COTONE COSTA DI PIÙ? A QUANTO PARE NO!

Ricordo ancora lo scambio di opinioni avuto con una mia amica qualche mese fa. Eravamo in un famoso negozio in attività di perlustrazione al reparto donna, precisamente nel casual.
Eravamo lì e ai capi che a lei piacevano controllava l'etichetta. Dopo averla vista, con una dose di delusione, esclamava: «Ma perchè non sono di cotone? Perchè devo pagare un prezzo del genere per una maglia che non è di cotone?». Come darle torto?! Io adoro le fibre naturali perchè mi fanno stare bene e, soprattutto, permettono la respirazione della pelle. Al pensiero di accostare la mia candida copertura naturale a contatto con il nylon mi viene già una certa irritazione.
Sembra che in giro il cotone si trovi in una percentuale minima, a parte rari casi. Mi chiedo: perchè? La maggioranza di voi potrebbe pensare che il cotone come fibra sia più costosa di una artificiale. Un tempo lo pensavo anche io, ma forse non è così. Dopo questa prova mi sono fatta due domande senza però avere una risposta ufficiale.
Perchè proprio qualche ora fa mi sono imbattuta nello store online di Terranova. Il brand italiano low cost presente in tantissime città italiane: dove c'è Terranova c'è Calliope, oppure dove c'era Terranova (ora) c'è Calliope; entrambi del gruppo Teddy.
Insomma, per farvela breve, ero alla ricerca di un piumino 100 gr (vi parlerò anche di questa particolarità dell'autunno 2014) e i miei occhi si sono soffermati su due articoli molto interessanti. Nel dettaglio si tratta di una camicia con stampa scozzese e un paio di jeans stile boyfriend. Che insieme poi fanno bella figura!



Se notate nella scheda tecnica di ogni articolo, alla voce info&care, al primo posto sotto composizione c'è in bella vista un netto 100% cotone. L'aspetto più eclatante è che la camicia costa appena 9 euro e 99 e il jeans 19 euro e 99. Per un totale di... (rullo di tamburi)... 29 euro e 98 centesimi.
Allora, se a quella modica cifra porterei a casa due capi completamente 100% cotone, mi spiegate perchè in giro si trovano capi con composizioni assurde a cifre esorbitanti?
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06 novembre 2014

[FASHION & LOOK] QUANDO L'OCA DIVENTA UN MARCHIO DI FABBRICA: IL CASO DI FILOBIO

A distanza di qualche giorno di oche non ne parla più nessuno. Invece io insisto sul tema con una chiave nuova soprattutto perchè tra le mie lettrici ci sono tante mamme e future mamme che, in preda all'emozione, vogliono solo il meglio per il proprio figlio.
E allora, mamme all'ascolto, parlando di Filobio vi introduco in un marchio italiano che utilizza solo tessuti biologici e ha scelto come proprio logo un’oca. Pertanto ha voluto chiarire i motivi dietro questa particolare scelta.
«Vogliamo bene alle oche, e ci piacciono l’energia ed i significati contenuti nella loro simbologia. Siamo premurosi verso tutti gli animali e vi chiediamo attenzione quando acquistate prodotti di origine animale, perché si può lavorare e realizzare prodotti belli e sani senza fare del male».


L’oca, anticamente, era molto venerata, simbolo solare, associato alla vita, alla creazione e alla rinascita.
L’oca rappresenta la fertilità femminile, la maternità e la vita domestica, il desiderio di “prendere il volo” e al contempo prendersi cura dei figli e del compagno.
Nella mitologia egizia, l’oca era adorata come un uccello sacro che aveva partecipato alla creazione di tutte le cose. L’oca fece l’uovo cosmico dal quale nacque il dio sole Ra che creò l’Universo.
L’oca rappresentava l’anima del faraone: quando un nuovo sovrano saliva al trono, i cerimonieri liberavano quattro oche, per introdurre l’evento in questo mondo.
Nella mitologia greca, l’oca, espressione simbolica di vitalità, fertilità e forza, è associata ai miti di Apollo, Afrodite ed Hermes. Eros, Dio dell’amore, era in sella ad un’oca volante e Priapo era costantemente accompagnato dalle oche sacre.
Nell’antica Roma, l’oca era sacra alla dea Giunone; per questo motivo le oche vivevano libere sul Campidoglio, dove sorgeva il tempio dedicato alla dea. Lo schiamazzare delle oche segnalò ai Romani l’imminente attacco dei Galli, che poté essere respinto; da quel momento le oche furono considerate le salvatrici di Roma, divenendo simbolo di vigilanza, attenzione e cautela.
Nella cultura indiana, l’oca, Hamsa in sanscrito, rappresenta la libertà e la purezza interiore, e al contempo la conoscenza e la forza vitale. “Ham” indica l’espirazione, “sa” l’aspirazione, il ritorno della forza vitale alla sorgente cosmica. Nella Hamsa Upanisad, l’anima individuale ha il nome dell’oca e migra di esistenza in esistenza fino a quando non raggiunge la liberazione e non abbandona la ninfea del cuore, dove risiedono passioni e condizionamenti.
Nella cultura cattolica evocava la compassione, in quanto l’oca non abbandona mai un suo simile ferito.


La sua immagine sui vestitini dei bimbi richiama la protezione e l’attenzione, contiene l’auspicio alla fertilità della vita e l’augurio per una crescita ed un’evoluzione radiosa, l’augurio, ancora, di “spiccare il volo”.