Dom. Set 22nd, 2019

Giornata internazionale della donna? Il mio parere fondamentalmente maturo

Ogni anno è più o meno la stessa storia: quando si avvicinano i primi giorni di marzo, e precisamente il giorno otto sul calendario, mi viene un po’ d’ansia. Per quanto riguarda il mio lavoro devo creare contenuti originali e interessanti per questa giornata al posto dei classici auguri e nella mia vita privata devo pensare a come reagire se dovessi ricevere una frase ricordo senza urtare la sensibilità del mittente visto che mi ha pensato. Il più delle volte gli auguri che ricevo provengono da altre donne. Se solo sapessero che non me ne frega nulla forse ci rimarrebbero male e allora taccio, ringrazio e contraccambio del pensiero con estrema educazione.

Insomma, riconosco il potenziale commerciale di tale festività, come tante altre, ma voglio soffermarmi sulla sostanza; come sempre.

Il giorno otto del mese di marzo ricordo con piacere e un certo interesse il perché, il reale motivo, per cui viene festeggiata questa ricorrenza. Un motivo storico che forse si perderà con il tempo. Chi lo sa?!
Ciò che non apprezzo invece è la bassezza in cui inciampa il genere femminile per festeggiarlo organizzando e partecipando a feste di dubbio gusto come se questo fosse un grido all’emancipazione.
Ciò che sfugge a noi donne – oltre alla mancanza di fare squadra (ma su questo ci stiamo lavorando!) – è che siamo nate con un’innata eleganza che potrebbe essere utile anche in questo giorno come tutti gli altri dell’anno. Quindi perché perderla o lasciarla evaporare come un profumo di scarsa qualità proprio oggi?!

Personalmente al posto dei canonici auguri di circostanza mi piacerebbe ricevere un messaggio del tutto inusuale del tipo “Beh, allora amica mia oggi facciamo il punto: come siamo messe a diritti?”.

Io ci penso tutti i giorni: quali sono i nostri diritti?
Ad oggi sono tanti. Abbiamo raggiunto la tanto agognata parità dei sessi, ma siamo donne e un po’ ci contraddiciamo. Quindi oltre alla parità dei sessi ora desideriamo pure che gli uomini ci possano trattare come i galantuomini dei primi del ‘900. Ma questo non esiste più a parte rari, anzi rarissimi, casi. Gli uomini per alcuni aspetti si sono – concedetemi il termine – femminilizzati mostrando la parte più fragile ed emotiva. Le donne, invece, al contrario hanno tirato fuori gli attributi, le ovaie per intenderci, mostrando la parte più forte e sicura di sé. Insomma, si sono invertiti i classici ruoli, abbiamo rimescolato le carte, e il risultato che ci piaccia o no è una società che è cambiata. E parecchio.

Non possiamo negarlo, la società a livello internazionale è cambiata. Una donna oggi può studiare, lavorare e guadagnare con lavoro autonomo o da impiegata. Può scegliere di vivere da sola senza il sostegno generale di un uomo. Può sposarsi e divorziare. Può possedere beni e gestirli. Può fare ciò che vuole della sua esistenza e del suo utero.
Se vado indietro nel tempo, e credetemi non di tanto, e se penso a come eravamo messe (male), mi viene da affermare a gran voce di essere fortunata. Quindi non mi lamento sui diritti. Certo, c’è ancora tanto da fare, soprattutto da difendere, ma abbiamo già raggiunto un buon livello di riconoscimento. Personalmente passo sopra pure sull’uomo più femminile e narciso di me. Alla fine è sempre la donna a scegliere se farlo entrare o no nella propria vita!

Quindi, donne che mi leggete, quando stasera andrete a festeggiare nel vostro locale del cuore con le amiche con qualsiasi tipo di animazione – dalla più evoluta a quella più trash – pensate anche a voi stesse. Guardatevi negli occhi, pensate e parlate della vostra vita. A ciò che vi sta rendendo felici o infelici. E se c’è qualcosa da cambiare fatelo perché oggi, sì proprio oggi nell’epoca in cui viviamo, grazie a Dio, possiamo farlo.
Credo che sia il più bel regalo che possiate farvi per la giornata internazionale della donna.

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