Dom. Set 15th, 2019

Kabebo il metodo giapponese per imparare a risparmiare

A pochi giorno dall’inizio del nuovo anno ho deciso di condividere con voi un proposito interessante. Una buona abitudine che si rivelerà intelligente per me e per tutti. Si tratta di una tecnica che viene dal Giappone e promette di gestire i propri soldi risparmiando.
Sto parlando di Kabebo e materialmente è un libro (che trovate anche su Amazon) a cui ricorrono i giapponesi per tenere i conti in casa. Nelle ultime settimane online non si parla d’altro e così spinta da notevole curiosità ho deciso di scrivere sul mio blog le sue regole generali.


Cos’è e in cosa consiste?
Kabebo rappresenta l’azione di trascrivere le spese e i guadagni entro schemi ordinati generando consapevolezza e assicurando un risparmio automatico del 35%.
Permette di analizzare nel dettaglio i propri conti per individuare gli sprechi e le voci critiche su cui agire. Tenere un Kakebo evita lo stress da cattiva gestione finanziaria, sviluppa l’autodisciplina e la conoscenza di sé. I giapponesi lo considerano uno strumento che favorisce la tranquillità dell’anima liberando energie mentali.
La gestione va fatta in maniera cartacea, con la penna, ed è decisamente controcorrente con l’epoca digitale in cui viviamo. Questo perché mettere nero su bianco ciò che spendiamo risulta più incisivo ed efficace per la nostra mente.

Come funziona?
La pianificazione è mensile. Si tracciano le entrate e le uscite di denaro distinguendo tra quelle effettive e quelle previste. Ogni giorno poi si compilano le caselle dedicate alle spese e alle entrate realmente sostenute.
In questo modo si riesce a tenere sotto controllo tutto quello che entra ed esce dal nostro portafoglio. Alla fine di ogni settimana bisogna scrivere il totale delle entrate e quello delle uscite per capire se stiamo risparmiando o spendendo tanto. In caso di segno positivo si continua su questa strada invece con segno negativo si aggiusta il tiro.
Qualcuno di voi leggendo potrebbe pensare che sia una tecnica impossibile da gestire per rigidità o per mancanza di tempo. Qui entra in gioco sempre il mio mantra… “volere è potere”!

La tecnica
Per Kabebo le spese non sono tutte uguali. Infatti nella griglia da compilare occorre indicare le spese fisse e quelle variabili.
Tra le uscite, inoltre, troviamo quattro categorie definite tra cui spese di sopravvivenza (cibo, trasporto, salute), gli optional (tempo libero), le spese per la cultura (museo, cinema, teatro, concerti) e le spese extra. Scrivendo tutto vi accorgerete quali spese sono prioritarie e quali no.

Perché mi piace?
Adoro il metodo Kabebo perché da imprenditrice mi permette di gestire i miei soldi in maniera intelligente. Ma non solo! Si tratta di un vero e proprio stile di vita, o meglio ordine mentale, che si raggiunge solo con l’autodisciplina.
Riconosco che non è per tutti ma è un buon modo per mettersi alla prova. Io non lo gestisco con rigidità ma quando ho voglia di qualcosa mi domando: mi serve davvero? È una spesa che posso sostenere?

È obbligatorio acquistare il libro?
No! Io ad esempio già dall’anno scorso gestisco un Kabebo in un piccolo quaderno ad anelli che ho prontamente organizzato con divisori colorati. Ho scelto la versione ad anelli perché è comoda, si cambiano solo i fogli e se sbaglio qualcosa posso strappare senza pensieri.
Online esistono molte schede già fatte che permettono di iniziare subito senza sostenere la spesa del libro. Il consiglio che vi posso dare, però, è fare come me: guardate cosa c’è online e poi prendete un taccuino e a mano creare il Kabebo personale.

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