Il mio racconto personale sulle due nuove fragranze di L’ò Profumo: L’Angelo e L’Ossido

Era un tardo pomeriggio di fine Giugno. Il sole stava già tramontando e io mi trovavo insieme a Cristina a Firenze per lavorare su Pitti Filati. Non c’era particolarmente caldo, la temperatura estiva nella norma donava una piacevole sensazione di benessere. Cristina con grande entusiasmo, e da brava padrona di casa, era il mio “Cicerone”. Dovevamo concludere la giornata da l’ò profumo per la presentazione di due nuove fragranze, L’Angelo e L’Ossido.

Io ero particolarmente stanca. La seconda giornata di fiera era tutta sulle spalle, ma in particolare nei piedi. Infatti, per l’occasione avevo abbinato all’abitino estivo color verde militare un paio di sandali flat; giusto per rimanere in piedi e comoda. Unico particolare: la cinturina nera con fiore da allacciare in vita. Per il resto semplicità, nel trucco e nei capelli. Nella mini tracolla nude, che indosso spesso quando non ho voglia di portare dietro la mia canonica borsa, avevo introdotto solo il necessario tralasciando gli occhiali da sole. I miei occhiali da sole neri con le lenti tonde che tutti conoscono e mi contraddistinguono. Ricordo questo dettaglio alla perfezione perché in via Pietrapiana, dove al civico 44 si trova l’ò profumo, nella fase del tramonto il sole ti invade fino a scomparire piano piano. È una bella sensazione, credetemi, che si fonde perfettamente al contesto di quell’ora: ragazzi allegri e festanti nei bistrot a ridosso della strada, botteghe artigianali occupate per la chiusura, vetrine curate in ogni minimo particolare, famiglie che passeggiano con un gelato in mano… C’era già una particolare energia che legava ogni persona che si trovava in quel luogo.

La magia in cui ero stata catapultata a metà strada ha avuto un punto e virgola: «E non hai ancora visto la Sinagoga. E lì, molto vicino. Poi c’andiamo». Dal basso del mio metro e sessanta scarso avevo intravisto una enorme cupola azzurra di cui ignoravo l’imponenza e la spettacolarità; l’avrei ammirata dopo, in serata.

Dopo qualche passo eravamo arrivate. L’ò profumo si è presentata ai miei occhi come un piccolo scrigno preziosissimo. Qui tutto è sinonimo di serenità, dalla scelta dei colori alle persone che alimentano la bottega, e ricercatezza. Di bottega artigianale si tratta: da l’ò i profumi non vengono solo venduti, ma prima di tutto creati con maestria e tradizione. Consigliati e fatti indossare per essere non solo un ricordo ma in particolare un segno distintivo di chi lo indossa.

L’Angelo e L’Ossido vanno ad arricchire la linea creata da Rossella Gatti. Una linea di profumi che ha una storia lontana ma sempre attuale, che non è possibile riassumere in un racconto e che ha bisogno di un approfondimento olfattivo direttamente sul posto. Suo.

Il mio incontro con Rossella è stato illuminante. Ci siamo presentate e poco dopo mi ha detto: «Sei bella!».  Non era un complimento forzato, ma una frase pronunciata con enorme sincerità. La stessa che ho captato quando parlava dei suoi profumi. Questa è sensibilità, la mia e la sua.

Ho trascorso quella prima serata di fine giugno a farmi travolgere dai profumi de l’ò. Il nipote Vasco ad ogni spruzzo sul tester di carta mi raccontava particolari e io mi trovavo inebriata da qualcosa che non riuscivo a definire. Per un attimo ho avuto l’impressione di essere nel romanzo di Suskind “Il profumo”.

Dopo l’aperitivo light con acque profumate e detox che riprendevano gli ingredienti delle due profumazioni in oggetto all’evento, mi sono avvicinata a questa piccola grande donna.

«Rossella, questo negozio è un sogno. Complimenti! I tuoi profumi sono stupendi ma io vorrei tanto il mio profumo personalizzato. La mia essenza. Quella riconoscibile al naso di tutti. Vorrei fosse solo mia e si basasse sulle mie caratteristiche personali. Sulla mia indole e femminilità. Adoro i bouquet freschi e floreali che sanno di primavera. Cosa puoi fare per me?».

Guardandomi attentamente, come se mi conoscesse da sempre, ha risposto con pacatezza ed eleganza: «Ho già in mente qualcosa per te, tu hai bisogno di un profumo con un solo fiore. Una sola nota floreale».

Conoscendomi dopo questa affermazione ci sarebbe stato un bel “Perché?”, ma non l’ho chiesto. Mi è bastato sapere che aveva già le idee chiare. Molto chiare; forse più delle mie su di me.

La serata è trascorsa fino alla chiusura tra chiacchiere, sorrisi e una atmosfera deliziosa.

Mi ha fatto piacere conoscere la spiccata sensibilità olfattiva, e non solo, di Rossella Gatti ma anche la compagnia di Pierluigi Bacci, Alba Cencini Bacci e Gisella Innocenti. Sembrava di conoscerci da sempre!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *