Perché i brand di viaggi devono strizzare l’occhio al fashion e viceversa?

Tempo di vacanze, di mare, di sole, di caldo, di granite dissetanti al limone (o al gusto che volete) e di lunghi viaggi verso mete lontane. Vista l’anteprima poetica del periodo ho voluto prendere la palla al balzo per affrontare un tema assai interessante: il binomio tra viaggi e moda e viceversa. Un argomento che apparentemente non si lega ma che invece ha tanti punti in comune.

Partiamo dalla premessa che da sempre il concetto di viaggio racchiude in sé charme e questo la moda l’ha capito. Tant’è che Louis Vuitton, il celebre brand di lusso conosciuto principalmente per le borse monogram, ha iniziato la sua avventura a fine ‘800 proprio legando il prodotto al concetto di viaggio. Un discorso simile, ma diverso per obiettivi, si può fare per la famosa stampa a tema geografica di Alviero Martini. Quindi, come simbolo o strumento di comunicazione nella moda il viaggio c’è stato, c’è e ci sarà per parecchio tempo perché lo spostamento come scoperta fa parte dell’uomo.  Una premessa, la mia, legata molto al concetto di prodotto.

Andando oltre invece, e citando la strategia di comunicazione, possiamo dire che la moda ha spesso utilizzato il viaggio anche come background per dare un senso e contestualizzare una collezione: numerose campagne pubblicitarie hanno avuto – e avranno – come tema il viaggio, l’esploratrice o l’esploratore e il senso di libertà. Queste sorgono soprattutto per presentare le collezioni estive, fateci caso.

Ora però rigiro il discorso parlando dell’esplorazione di altri territori citando il mondo del travel. Come questo settore è cambiato e ha capito che deve mixare la sua strategia con la moda?

L’ha fatto con il potere intelligente del turismo personalizzato e personalizzabile. Mi spiego: uno strumento che va moltissimo ora è legato alla personalizzazione dell’esperienza di vita. Si tende a personalizzare tutto, dagli slip e alle insalate (per dire), e questo vale anche per i viaggi che si possono e si devono – passatemi il termine – customizzare in base alle esigenze e ai gusti del cliente. Esistono pacchetti già impostati, questo è vero, ma esistono anche soluzioni con una base preparata dal tour operator da arricchire in base alle preferenze del futuro viaggiatore.

Ad esempio, molti siti web che si occupano di prenotazione viaggi attraverso semplici filtri definibili con un flag permettono di togliere o aggiungere caratteristiche e servizi al viaggio; questo deve farvi pensare, non solo da clienti ma anche da operatori, quanto sia importante per chi opera in questo settore l’aggiornamento digital!

A proposito di digital, e a proposito di moda e viaggi, solo per citare altri esempi, anche Instagram con i suoi filtri per le stories si è aggiornato includendo disegni legati al viaggio. Ovviamente l’estate ha influito su tutto questo, come scrivevo sopra.

Quindi cosa lega il turismo alla moda e viceversa? La capacità di comunicare, aggiornarsi e dettare le tendenze in soluzioni vicine al cliente, sempre più personalizzabili; e il mondo digitale influisce parecchio su questa rotta.

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