Bullet journal: la tecnica per tracciare il passato, organizzare il presente e pianificare il futuro

Proprio ieri nelle mie stories ho condiviso con voi un nuovo traguardo: la fine dell’ennesimo taccuino. Dovete sapere che per me il taccuino non è solo un banale supporto dove scrivere pensieri, annotazioni, appunti, ecc. Per me il taccuino è qualcosa di più, rappresenta la testimonianza di un pezzo della mia vita. Infatti è proprio per questo che da quando ho cominciato ad avere l’esigenza di utilizzare taccuini – più o meno dall’età di 13 anni (prima usavo solo fogli sparsi) – ho iniziato ad archiviarli. Ho capito che era fondamentale custodirli uno dopo l’altro come la collana di una storia; la mia. Ma non solo: da questa esigenza, con il passare del tempo, è nata anche la volontà di scegliergli in maniera accurata in base a criteri estetici e pratici.

Tra le due città dove abito e mi muovo abitualmente, nella via Emilia, finora ho seminato diversi taccuini. Ne finisco mediamente uno ogni sei mesi per un totale di due all’anno e l’operazione più bella in cui mi imbatto ogni tanto è la rilettura, cioè rileggere a distanza di tempo ciò che ho scritto in un preciso istante della mia vita; che sia un appuntamento importante o un pensiero volante nato davanti al finestrino di un treno in corsa.

Quello che vi sto raccontando rappresenta una delle mie particolarità come persona, professionista e giornalista. Anche questa sono io! Sarà sicuramente una pratica comune ma io ho avuto la mia musa ispiratrice, cioè mia zia. Lei sin da giovane ha tenuto un “diario di bordo” personale, cartaceo, scritto rigorosamente a mano e costituito da una serie di taccuini, dove ha testimoniato gli avvenimenti più importanti della sua vita. Ricordo che da piccola, quando la vedevo scrivere, non capendo l’importanza di ciò che stava facendo chiedevo: “Perché stai scrivendo?“, lei puntualmente mi rispondeva: “Francesca, perché mi piace scrivere; perché è bello rileggere gli avvenimenti accaduti e le emozioni a distanza di tempo; e poi perché questo diario un giorno quando sarai grande sarà tuo e deciderai cosa farne. Ti lascio una storia, quella della mia vita, da rileggere. In questo modo capirai non solo avvenimenti storici importanti filtrati con il mio occhio critico, ma sarò presente nella tua vita anche quando non mi vedrai più“. Devo essere sincera, all’epoca la vedevo come una visionaria, non intuivo totalmente. Pensavo che questa donna così forte e determinata non avrebbe mai lasciato la vita terrena. Solo dopo, quando è morta, ho capito che anche i più grandi sono vulnerabili e possono lasciarci.
Ora che non c’è più da diversi anni ho capito l’importanza di questo diario. Prima di allora ho dovuto rispettare una sua regola: vietato leggere il diario. Lo custodiva gelosamente in un luogo nascosto e io – più o meno – ho sempre rispettato la sua decisione. Sottolineo più o meno perché quando da piccola volevo farla arrabbiare andavo alla ricerca del diario per leggerlo. In realtà leggevo in maniera superficiale, ma adoravo infrangere questa sua regola; ho sempre avuto un animo ribelle!
La pagina più bella in cui adoro imbattermi è quella che coincide con la data del 19 settembre 1985: ha raccontato quando sono nata e la gioia che ha provato nel vedermi venire al mondo.
Con una revisione accurata potrei pure farne un romanzo e proporlo ad una casa editrice, ma non lo farò. Sono troppo gelosa di quei pensieri. Quello è un testamento spirituale che ho ricevuto in eredità da una persona che per me è stata tutto e lo sarà per sempre.

Detto questo però, dopo una abbondante e personale premessa, arrivo al punto. Da amante della scrittura e dei suoi strumenti ho scoperto da poco la tecnica del bullet journal. Di cosa si tratta? È un sistema per organizzare le informazioni nei notes candidi come la neve.
È una tecnica creata da Ryder Carrol, digital product designer di New York, e sta avendo molto successo tra tutti coloro che hanno mille pensieri da scrivere su carta.

Come funziona? 
– Per prima cosa dovete acquistare un taccuino. Per fare una prova potete prendere anche un banale quaderno.

– Apritelo e cominciate ad organizzare le prime due pagine che rappresentano l’indice. Dovete proprio scrivere “Indice” sopra queste due pagine! L’indice rappresenta il sommario del bullet journal. Quindi sommariamente il tema del vostro taccuino.

– Dopo l’indice ci sono altre due pagine da impostare, cioè l’Indice del futuro. L’indice del futuro è una previsione dei vostri progetti e può essere strutturata come desiderate: a cadenza trimestrale, semestrale o annuale.
L’indice del futuro, a livello pratico, si può organizzare dividendo le due pagine (dovete avere due pagine accostate) in tre parti. Quindi prendete penna e righello e tracciate tre linee in orizzontale. In ogni casella dovete scrivere il mese (Gennaio, Febbraio, Marzo, ecc). Questo rappresenterà per voi un diario mensile dove scrivere in maniera riassuntiva considerazioni importanti come obiettivi o traguardi raggiunti.

– Dopo l’Indice del futuro, si volta pagina, e arriviamo al riassunto del mese. Questa pagina va battezzata con il nome del mese e con punti elenco vanno annotati i giorni con i suoi numeri (1,2,3,4,5…). Accanto ai numeri vanno scritti i giorni della settimana (lunedì, martedì, mercoledì, giovedì…). Insomma, un vero e proprio calendario. Nella pagina di destra, vicino al calendario, dovete appuntare la lista dei compiti mensili, tutti gli appuntamenti importanti del mese. Il segreto per tenere in ordine gli appuntamenti è quello di scriverli sotto forma di punti elenco, quindi disegnare un puntino prima di ogni compito. Il punto elenco è proprio il segreto del bullet journal!
Il diario mensile è molto importante perché rappresenta un riassunto di tutto quello che bisogna fare nel mese in corso. L’ideale sarebbe stilarlo alla fine di ogni mese e all’inizio del mese successivo.

– Sin dalla prima pagina del taccuino ricordatevi di inserire in basso a sinistra (o a destra) il numero della pagina per tenere ancora più in ordine le idee.

– Dopo queste operazioni si passa al diario giornaliero. La regola è sempre la stessa: prendere la pagina vuota, scrivere il nome del giorno con la data e appuntare i pensieri attraverso il punto elenco. Nel diario giornaliero dovreste definire una vostra legenda personale indicando ad esempio con il pallino gli appuntamenti importanti, con l’asterisco gli appuntamenti urgenti e via dicendo. Mano mano che gli obiettivi vengono raggiunti potete spuntarli con una riga, magari con un colore di penna diverso, così da avere la situazione sotto controllo.

 

Perché è importante la tecnica del bullet journal?
Prima di tutto rende chiare le idee e determina quella linea sottile tra l’essere creativi e l’essere produttivi. Inoltre, è una personalizzazione del proprio tempo. In rete trovate numerosi tutorial su come impostare un taccuino con il bullet journal, dall’essenziale fino a quello più curato con stickers e post-it.

Per approfondire il tema potete visitare il sito bulletjournal.it. Lì trovate tutte le informazioni per creare un bullet journal a prova di vita intensa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *