Laura Biagiotti: la donna stilista dai numerosi primati

Era il 30 luglio 1965 quando il cognome Biagiotti comincia a farsi conoscere nella moda in particolare quella romana. All’inizio tutto è partito da una piccola sartoria in via Salaria per poi arrivare al mito dei giorni nostri. Roma, infatti, è la città d’origine di Laura Biagiotti e questo legame con la capitale è rimasto intatto per tutta la sua carriera da stilista. Non è un caso se Roma è il nome di uno dei profumi più famosi della maison Biagiotti e non è un caso se Laura Biagiotti ha deciso di trasferire il suo quartier generale nella campagna romana. Nulla sarà mai un caso.

Il successo arriva dopo pochi anni frutto di impegno e preparazione, precisamente nel 1972, quando nasce la prima collezione con il suo nome che debutta nel cuore di Firenze. Insieme ad altri mostri sacri come Missoni, Albini, Krizia e Ferré pone le basi del primo e vero Made in Italy trasferendo il pret-a-porter italiano da Firenze a Milano, ma sarà solo nel 1980 che il nome Laura Biagiotti avrà un consolidamento estremo con riconoscimenti da tutto il mondo; mondo che analizza, fiuta e scopre fino ad arrivare in Cina ottenendo un altro glorioso primato: la prima italiana a sfilare a Pechino proponendo una collezione interamente in seta e cashmere.

La regina del cashmere, chiamata così da molti, negli anni ’90 arriva in Russia dove riesce a sfilare come prima stilista italiana nella vecchia sede del Partito Comunista dell’Unione Sovietica ottenendo complimenti da tutti. Perché la moda Biagiotti – così elegante, pacata e mai fuori luogo – ha dato vita ad un concetto artistico che pochi brand sono riusciti ad ottenere, oltre a resistere nel tempo tra cambiamenti ed evoluzioni nel modo di creare e comunicare.

In queste ore si sta accertando la sua morte cerebrale, quindi le prospettive non sono rosee. Comunque sia è giusto ricordare questa stilista per la purezza dei colori proposti nelle sue collezioni; per la leggerezza delle stoffe utilizzate e per il suo atteggiamento sempre presente, positivo e corretto. Sicuramente nella moda italiana mancherà la presenza di un’altra donna che è riuscita ad imporre e ad imporsi con massima professionalità. L’Alta Moda romana, ma soprattutto quella italiana, perde una donna coraggiosa; una donna che ha saputo dare un’impronta costruttiva e propositiva. O semplicemente, come lo era lei, una donna valida nel mondo della moda.

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