La fotografia nella moda ai tempi degli influencer

La moda sta cambiando, la fotografia sta cambiando, ma ancor di più la fotografia nel settore moda. Perché se prima alle aziende di settore come strumento di comunicazione bastava scattare il lookbook e la campagna pubblicitaria per ogni stagione, ora tutto questo non è sufficiente per una strategia completa. Non più.

Nel dizionario della moda, o meglio nella comunicazione della moda, sono entrate nuove parole, nuove strategie e modi (o mode) di comunicare. Si è cominciato a parlare di blogger, di web star focalizzandoci sempre di più nell’ampio mondo degli influencer, cioè di coloro che hanno una forte visibilità in rete, tanti follower, muovendosi a suon di foto e like dietro lauti compensi.

Ma chi sono realmente gli influencer?
Sono persone in carne ed ossa che grazie ad uno o più social, e soprattutto grazie ai migliaia di seguaci in tutto il mondo, riescono ad “influenzare” il proprio pubblico su scelte d’acquisto mirate in base ai contributi postati. E questo alle aziende piace e pure tanto; tant’è – scusate il gioco di parole – che le aziende sono disposte a pagare tantissimo per avere uno spazio nei contributi dei suddetti.

Attualmente gli influencer più popolari e appetibili per la comunicazione digitale si trovano su Instagram. Li troviamo lì perché è un social che basa la sua attività su immagini ed è immediato. Ha la possibilità di geolocalizzare la foto postata e inserire eventuali hashtag per essere raggiunti facilmente. Senza dimenticare il caro e vecchio tag, cioè la citazione, sulla foto postata per rimandare l’utente/visitatore all’account ufficiale del brand. Inoltre Instagram ultimamente ha attivato le stories, cioè brevi contributi video che rimangono nella memoria di un account per 24 ore. Risulta quasi superfluo spiegarvi che da queste premesse possono scaturire infinite combinazioni di proposte da condividere con i propri follower e ovviamente strategie di comunicazione da pianificare a monte.

Infatti, proprio grazie a questo, la moda sta cambiando direzione verso un mondo fatto di immagini immediate dove la fotografia conta per un 80% lasciando al testo un misero 20% nel risultato finale. E non importa se queste immagini sono scattate da un fotografo, fa tutto lo smartphone o il tablet; grazie poi alle ottime risoluzioni tecniche offerte dal mercato della tecnologia. Il fotografo nelle campagne di moda serve se ha un nome. Se può essere “venduto” – lo so è brutto da dire – nella strategia di marketing; altrimenti se ne può fare anche a meno.

Quello che sto sostenendo suona come una sentenza ma è un dato di fatto. Ad esempio in una delle ultime sfilate di Dolce & Gabbana hanno calcato la passerella modelle ma anche noti influencer provenienti da tutto il mondo, senza dimenticare il comunissimo gesto del “selfie” fatto sul momento da una modella. Un trend nel trend!

In un mondo, quello della moda, dove il consumatore è diventato più attento, vuole tutto e subito (infatti la rivoluzione del ready to buy è stata creata proprio per questo) e predilige il contesto street style da quello più patinato, la foto scattata dall’influencer ha molto più valore di una banale – seppur ancora necessaria – foto da lookbook; senza dimenticare poi la campagna pubblicitaria e la parentesi still life per l’e-commerce. Quindi il budget per l’azienda va ridimensionato e soprattutto contestualizzato.

Con questo scenario il futuro come sarà?
Le parole postate saranno sempre meno e più strategiche, magari anticipate solo da un hashtag. Gli influencer verranno selezionati dalle aziende con criteri sempre più duri (anche perchè l’investimento costa!) e saranno premiati gli influencer leali, esperti nel proprio settore e con una buona credibilità.

Non c’è da avere paura, avanti tutta su nuovi scenari sempre più digitali e creativi!

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