The Lab Food to Feel – l’angolo gourmet di Ferrara

Prendete un gruppo di ragazzi giovani, pieni di entusiasmo e ricchi di idee innovative in cucina, poi servite con un pizzico di originalità e fusion. Il risultato? The Lab Food to Feel a Ferrara.

15136002_1807891726133602_215093865599150855_n

The Lab per me oramai è diventata una abitudine. Assaggio quotidianamente i loro piatti sui social ufficiali, pertanto quando sono stata invitata a partecipare attivamente alla food experience in occasione del primo anno di attività imprenditoriale, non mi sono fatta pregare.

Mi sono approcciata al menù da vera critica enogastronomica: ho assaggiato ogni piatto con attenzione appunttando un voto per ognuno. In linea generale mi è piaciuto tutto. La cucina offerta da The Lab rispecchia il mio modo di concepire il cibo: qualità delle materie prime, legame alla tradizione con un occhio all’innovazione. Il claim food to feel c’è, è consistente. Insomma si sente!

Prima di proseguire con l’analisi volevo fare i miei complimenti al mood del locale in generale: semplice, accattivante ed estremamente piacevole. La natura storica del contesto in cui è incastonato non è stata stravolta, vi ricordo che siamo in via degli Adelardi 9/A di fianco al Duomo, ma anzi valorizzata all’ennesima potenza! La disposizione dei tavoli è stata studiata appositamente per rendere il pasto un momento di pausa assoluta, da soli o in compagnia. Ho apprezzato anche i valori comunicati rappresentati da ogni dettaglio: dai canvas appesi fino all’impiattamento. Ed è proprio quest’ultimo che mi ha colpito anche durante #IconTheLab.

Senza titolo

Da buona comunicatrice la personalizzazione, la descrizione e l’impegno verso il mondo social mi ha rapito, tant’è che a primo colpo d’occhio il mio voto è 10.

Un voto estremamente positivo, con un 10+, lo riservo ai vini e alle birre artigianali che hanno aperto e accompagnato ogni piatto per tutta la serata. La selezione offerta è di altissima qualità: dai vini trentini della Cantina Mori Colli Zugna al Serico, dallo Chardonnay Bianco al Pinot Nero. Per chiudere un Victoriae. Per non parlare delle birre: la Festbier di Ganter, la Laugies Saison d’Epeautre, la Meli Marigosu e la St. Bernardes.
Ho sorseggiato tutto, in un mix di sapori e odori inconfondibile, e non ho avuto neanche un accenno di mal di testa; dettaglio che purtroppo il vino o la birra di bassa qualità attiva. La selezione effettuata da tutto lo staff (che saluto e ringrazio) è da apprezzare, questo fa capire che qualsiasi piatto – anche il più semplice – può e deve essere esaltato da una buona bottiglia di vino o di birra. Ritorniamo al concetto di food to feel che impera.

15171332_1807811552808286_2901555737365940495_n

Il menù è iniziato con una vera chicca ferrarese interpretata nel migliore dei modi. Infatti, Inno alla Zucca, un tortino alla zucca su una fonduta di taleggio ha preparato il palato in maniera dolce. Sono rimasta colpita dalla consistenza, dalla temperatura piacevole, a dir poco perfetta, e dalla porzione abbondante. Voto 9.

15202517_1807813692808072_3768990942824670479_n

Il primo, rappresentato dall’elemento cardine della cucina emiliana, nel menù si chiama Alfa Centauri. In pratica sono tortelloni formato XL con ripieno a base di black angus americano fresco su vellutata di mozzarella di bufala, bacon croccante e olio al jalapenos. A questo piatto ho dato voto 9 perchè prima di tutto da buona emiliana (per metà) adoro questo tipo di pasta e poi la cottura era perfetta: la pasta cotta in ogni lato e il ripieno era della quantità giusta, né troppo e né poco. Infine ho trovato azzeccato l’abbinamento dei sapori: la sapidità della mozzarella di bufala con il gusto deciso del black angus, per non parlare del lato croccante dato dal bacon. Notevole!

15085463_1807816999474408_8917856782343510705_n

Il top dei top però per me, che si aggiudica un bel 10, è il piatto An Uncommon Thing, un taglio di black angus americano allevato a mais per 180 giorni. Un pezzo di carne non solo bello alla vista, ma divino al palato. Credo di non aver mai mangiato carne così buona in vita mia. Giuro! Per me è stato qualcosa di veramente sublime. Infatti, la qualità della carne è uno dei punti di forza di The Lab.

15135848_1807824939473614_5554731157622404416_n

La parte salata si è conclusa da un altro punto di forza di The Lab, un hamburger gourmet chiamato Sweetness Supreme. Ritroviamo il black angus americano macinato e lavorato fresco con miele al tartufo, taleggio in crosta, funghi freschi champignon con contorno di patate estruse fritte.
Questo piatto rappresenta un mix molto particolare: ci sono più note dolci che vanno a combinarsi con altre salate. Lo consiglio agli intenditori e agli amanti del genere. Inoltre, volevo focalizzarmi anche sulle patatine per nulla oleose, ma croccanti e saporite al punto giusto. Voto 7.

15134531_1807844162805025_8806500994365085563_n

Dulcis in fundo, ed è proprio il caso di dirlo, è arrivata Sophia 06.11.2016. Un nome non lasciato al caso perché è una dedica che Marcello Molisani, creativo in cucina e uno degli imprenditori di The Lab, ha voluto fare alla sua prima figlia nata proprio qualche settimana fa.
Sophia nella mia classifica si è aggiudicato un 10 perché è una tentazione originale e goduriosa. Si presenta come un tortello maxi, cioè un alfa centauri, ma con un cuore dolce e caldo di crema adagiato su un letto abbondante di cioccolato bianco fuso. Ogni forchettata è piacere puro!

15220189_1807857719470336_983991442704791155_n

Concludo questa mia recensione consigliandovi di andare a The Lab perchè:
1. Sarete rapiti dal contesto e dalla cucina innovativa
2. Mangerete piatti creativi con ingredienti di prima qualità in combinazione a vini e birre di qualità
3. Il rapporto qualità/quantità e prezzo è ottimo
4. Sarete coccolati da uno staff giovane e sempre cordiale (e non è poco)

Per un pranzo o una cena diversa dal solito The Lab è sicuramente la soluzione migliore.

Per leggere una recensione diversa dalla mia vi segnalo il post di Sabrina e il post di Nicole che mi hanno accompagnato in questa food experience.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *