Parigi 13 novembre 2015: la mia presa di coscienza come giornalista, blogger e comunicatrice

PARIGI

News 15 Novembre 2015: a causa di un attentato terroristico a Parigi muoiono 129 persone e ne vengono ferite 352 di cui 99 risultano gravi.

Come blogger, giornalista e comunicatrice – ancora e a distanza di giorni – esprimo profondo dolore e sdegno per i fatti di violenza compiuti nei confronti di innocenti cittadini. Sono vicino, anche se solo con il cuore, a chi ha perso la persona cara nei luoghi dell’attentato senza un giusto motivo, in questi casi non c’è mai, e invito queste persone a non farsi prendere dall’odio o dalla vendetta per alleviare il momento di vuoto lasciato dalla morte.

Al male bisogna sforzarsi a rispondere con il bene, così come si risponde tendenzialmente al bene stesso. Solo così si può vincere un male più grande di noi. Solo così si può rompere la catena dell’odio.

Chiunque volesse esprimere la sua opinione sui fatti accaduti può farlo, ma sempre nel rispetto del prossimo: sono contro la violenza e la discriminazione di ogni tipo. Per me i morti non hanno sesso, religione e colore di una bandiera. Ogni morte ha lo stesso valore nel mondo.

Inutile dirvi che come giornalista e blogger questi fatti mi hanno destabilizzato. Mi hanno fatto rivedere il senso e il significato delle cose al punto tale da voler trattare professionalmente anche di cronaca. Nel mio piccolo durante il weekend l’ho fatto, cercando di lanciare aggiornamenti sul caso attraverso i social, ma essere sul campo e documentare l’accaduto è un’altra storia, tutta un’altra adrenalina. Si tratta di un punto di vista diverso che solo un cronista coraggioso può provare. E forse io fino ad oggi non sono stata abbastanza coraggiosa per prendere la mia vita e buttarla sulla strada. Non è stato egoismo, ma solo paura.

Ad oggi tutto quello che ho scritto mi appare privo di senso paragonato ad una vita spezzata e mi sento tremendamente in colpa. Pertanto, non giudicatemi per questo: già vengo etichettata ogni giorno come frivola solo perché scrivo di moda.

Probabilmente servono questi eventi per scuotere le coscienze, la mia è stata scossa a livello professionale poichè personalmente nel mio intimo sono già a buon punto. Dal canto mio, guardando il bello e il buono, ogni vita spenta in questa tragedia non è stata vana. Cercherò di brontolare meno, evitando le perdite di tempo e le incomprensioni irrisolte. Perché io come voi, da donna a giornalista, siamo su un filo fragile e prezioso che potrebbe rompersi da un momento all’altro.

Ricordatevi di me per quello che scrivo e non in quale tematica specifica. Spero che la mia penna possa sostenere voi e anche me.

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