Proponiamo anche una collezione bio? Strategia di marketing come un’arma a doppio taglio

Nelle aziende succede. Ultimamente anche troppo. Cosa? Di smussare il piano di marketing fino all’estremo per poter raccogliere ogni segmento di mercato.

Perché c’è crisi e se la domanda chiede un prodotto specifico l’offerta risponde. Chiaro. Ora la domanda nel beauty vuole il bio e tutti fanno bio. Chiarissimo.

E allora mi guardo intorno e con occhio critico analizzo le varie strategie.
C’è chi nel beauty ha sempre fatto bio, sin dall’inizio, ed è stato coerente con se stesso e soprattutto con il mercato di riferimento. I clienti apprezzano e ringraziano. Evviva la coerenza, premia sempre.

C’è chi invece è partito non facendo bio, non proprio, ma ora svegliandosi pur di non perdere una (importante) fetta di mercato ha cominciato a farlo. E quindi dov’è il problema?
Il problema si pone quando nello scaffale, al supermercato o in profumeria, sullo stesso binario della linea bio corre la linea tradizionale che non è bio. Dello stesso brand.

A quel punto come cliente attenta mi chiedo: perché questo brand si è buttato nel bio? Questa linea sarà veramente bio? Perché, visto che ha scoperto il bio, non fa “pulizia” nell’Inci anche della linea storica? Forse sarà una prova di lancio per poi cambiare totalmente la linea aziendale?

Chi lo sa?!

Però attenzione, perché ogni strategia di marketing potrebbe diventare un’arma a doppio taglio.

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