Tutto quello che ho imparato dal #FrancescagoestoCalabria

Francesca

Prima di partire, un mese fa, avevo creato un hashtag per condividere i momenti più belli della mia vacanza. Potete consultarlo ancora se cliccate su Instagram utilizzando la parolina magica da me coniata #FrancescagoestoCalabria (ah, stessa cosa vale per facebook!).

Come avrete capito sono stata in Calabria. In questi giorni ho fatto un breve calcolo: sono oramai quattro anni consecutivi che ritorno in questa regione d’estate. Motivi personali a parte, per me è sempre un piacere scoprire angoli nuovi della Calabria e devo essere sincera quest’anno ho gironzolato parecchio.

Una foto pubblicata da Francesca Succi (@francescaglossy) in data:

 

Oltre a consigliarvi di andare almeno una volta nella vita in queste zone, vi dico pure un’altra cosa: come ogni regione del nostro bellissimo paese c’è l’imbarazzo della scelta per la ricchezza di luoghi da visitare. Per questo prima di partire armatevi di pazienza e con carta alla mano definite il vostro tour. Il mio, come avevo anticipato sui social, era molto chiaro: partenza dalla costa ionica (Reggio Calabria, Scilla, Bagnara) con arrivo alla costa tirrenica (Tropea e Capo Vaticano). Questi tipi di tour, da costa a costa, possono permetterlo poche regioni e la Calabria fortunatamente è una di queste. Perché proprio grazie alla scelta che ho fatto dall’inizio ho visto con i miei occhi la netta differenza tra una costa all’altra e, ovviamente, da un mare all’altro pur essendo sempre nella stessa regione. La costa ionica con un mare bellissimo tipico del sud è più aspra, vicina al suolo, sembra quasi più genuina. Nettamente meno turistica presenta dei luoghi incontaminati degni di essere percorsi, soprattutto per chi ama la natura. Da questo punto proprio dove ero io nei pressi di Reggio, si poteva vedere addirittura la Sicilia ad occhio nudo!

 

Una foto pubblicata da Francesca Succi (@francescaglossy) in data:

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La costa tirrenica, con un mare stupendo ma diverso come consistenza al precedente (ad esempio nella ionica trovate la spiaggia sassosa come in Grecia, nella tirrenica ci sono sassi e scogli ma si nota l’influenza vulcanica), è quella parte turistica che rappresenta la Calabria nell’immaginario collettivo: l’accento parlato è più aspirato, le montagne sono ricche di vegetazione – caratteristica che nella parte ionica non c’è o in parte -, il mare è più scoglioso e in ogni dove sono appesi grappoli di peperoncini. O di cipolle rosse, come a Tropea. Insomma quegli aspetti caratteristici di ogni zona del Sud Italia che contraddistinguono e che addirittura alcuni stilisti ne hanno fatto un marchio di fabbrica.

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Se qualcuno mi chiedesse: quale ti è piaciuta di più? La mia risposta è chiara: mi sono piaciute entrambe ma per mia attitudine preferisco la ionica, più tranquilla e cruda. Mi è piaciuta perché è qui, grazie all’escursione fatta con amici, che ho vinto la paura delle vertigini e ho cominciato ad amare la montagna con i suoi percorsi. Vincere le vertigini non è stato per niente facile e non so neanche se è uno status a tempo indeterminato, ma fatto sta che da quando sono ritornata ho già intrapreso un altro percorso di trekking vicino casa nell’Appennino Modenese – cosa impensabile per me – e inoltre ho acquistato il kit base da buona camminatrice di montagna per i percorsi futuri. Voglio continuare su questa strada abbattendo ogni limite! Inoltre da questa vacanza ho cominciato a capire i benefici dello sport esercitato tutti i giorni: ho giocato a beach volley anche più volte al giorno facendo una partita al mattino e una verso il tramonto senza stancarmi troppo (e nei momenti liberi in spiaggia nuotavo pure!). Tutta questa energia non so dove l’ho presa, ma è sicuro che energia genera altra energia. Per cui non vi sto neanche a scrivere come mi sono sentita in quei giorni! E anche se mi sono concessa qualsiasi prelibatezza a tavola, senza costrizioni, la prova bilancia al ritorno dalle vacanze non è stata traumatica proprio grazie a tutta questa attività fisica. Ed è anche grazie a questo che ho deciso di non accantonare più la pallavolo dalla mia vita: mi fa stare bene al pari dello yoga.

 

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Oltre a ciò, ho capito anche l’importanza del cibo pulito: ho mangiato frutta colta direttamente dall’albero per quasi tre settimane. Anche se in città non potrò fare altrettanto, voglio che questo sia una costante; a parte le uscite per lavoro o divertimento. Insomma, la cura del corpo e dell’anima è anche questo.

E infine, grazie alla visita in un borgo abbandonato – Pentidattilo vicino a Reggio Calabria – dove la storia è stata beffarda a causa di una vendetta amorosa che si è consumata qualche secolo fa, ho capito l’aspetto più sacro e profano della vita. L’importanza di non abbattersi, di non rinunciare a nulla, di non temporeggiare… ma solo di ascoltare il cuore e il cervello ogni momento della giornata.
E da qui ho capito anche che le storie d’amore sono quelle che ci appassionano di più e forse fra qualche mese capirete la frase con cui concludo questo post. Grazie Calabria!

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