La Taglia 42 per alcuni brand è la nuova L?

TAGLIA 42

Forse per molti di voi non dirò nulla di nuovo, ma credetemi mi sono molto stupita. La scorsa settimana ho deciso di acquistare il regalo da fare a me stessa per il compleanno importante appena passato. Il regalo è un tubino nero; ne avevo bisogno come i carboidrati nel periodo mestruale.

Per l’occasione ho varcato la soglia della boutique scartando le opzioni low cost. Infatti quando la mia carta ha strisciato alla cassa emettendo poi lo scontrino con l’importo pagato mi è venuto un tuffo al cuore. Ma questi sono dettagli, importanti ma pur sempre dettagli che pagherò – senza esborso di denaro ulteriore – quando visualizzerò l’estratto conto.

Durante la prova tubino, ne ho provati decine prima di trovare quello perfetto, ho capito che:

1. Appena le commesse ti vedono,  già sanno la tua taglia a colpo d’occhio. O almeno credono di saperlo in base alle linee guida generali. Precisazione prima di tirarmi contro la categoria: commesse vi voglio bene, smack!

2. Le taglie numeriche rispetto a quelle letterali sono cambiate. O meglio, non coincidono per i miei gusti.

Per quanto riguarda il primo punto posso dirvi che la maggior parte delle commesse con me ha sbagliato. Si sono spesso soffermate nella parte inferiore, con fianco molto pronunciato, affibbiandomi una taglia scombinata senza considerare il mio busto asciutto (nel caso degli abiti). Ma non è questo il punto.

Nella seconda parte della trattazione infatti volevo sottoporvi una questione che mi ha lasciato perplessa.
Provando tubini su tubini, senza poterli scegliere direttamente perché mi sono stati sottoposti dalla commessa con grande entusiasmo, oltre ad ammirarmi allo specchio del salottino ho sempre chiesto di quale taglia fossero.

Ad un certo punto mi viene fatto indossare un tubino taglia 42.

«Ecco, questa è una taglia 42. Una L!»

«Scusi?! Una 42… una L?»

«Sì, per noi la 42 è una L»

Io sono rimasta indietro quando la 42 era considerata una S/M; e forse alcuni ancora la definiscono così.

Il tubino era bellissimo, la taglia forse azzeccata (ho indossato più volte la 42), ma il dettaglio della “L” rimarcato mi ha fatto molto pensare. Il mio viso contrariato è stato notato al punto da spingere la commessa a dover precisare con la frase «Sì, per noi la 42 è una L».

Alla fine ho acquistato un tubino taglia 40. Non me ne vanto in tutti in sensi, anche perché per me quel numero non fa la differenza. Ho scelto solamente il modello che mi stava meglio in base alla caratteristiche della mia corporatura.
Però credetemi, quel dettaglio sulla 42 non mi è andato giù.

Non l’ho tollerato perché ci sono persone che vivono sul filo dell’etichetta di un vestito e pensare che una 42 – probabilmente la nuova L – possa essere motivo di disagio è un pugno allo stomaco; non che portare una “L” sia discriminatorio, anzi!
E poi vorrei spiegazioni su come si può considerare una 42 – in piena media nazionale – una large. Ho pensato che il concetto di L associato alla 42 possa essere in funzione della taglia delle modelle (loro tra la 34 e la 38), ma chi va ad acquistare non è una modella ma una donna normale con carne e soprattutto forme. Quindi, come la mettiamo?

Tutto questo per dirvi: donne, fregatevene delle taglie e acquistate l’abito che vi piace di più e vi fa stare meglio; in barba alle etichette costituite dalla moda!

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