Blumarine e la mostra permanente al Castello dei Pio a Carpi

É stata inaugurata il 4 aprile 2014 ed è ancora lì per poter essere ammirata. Gli abiti cambiano ciclicamente, a seconda delle scelte stilistiche della curatrice dell’esposizione, quindi ogni volta è una sorpresa, ma è sempre lì in tutto il suo splendore. Sto parlando della mostra di moda, oramai permanente, di Anna Molinari anima del brand Blumarine; un nome noto per chi ama e lavora nella moda.

Un omaggio a Carpi e un omaggio allo stesso Blumarine, un tesoro incastonato nel tesoro all’interno del Palazzo più importante della città di Carpi, il Castello dei Pio.

Se venite da queste parti in occasione della nuova edizione del Festival della Filosofia (dal 18 al 20 Settembre 2015) consiglio vivamente di visitare il Castello perché uscirete da questo luogo positivamente colpiti.
Infatti, al secondo piano del Palazzo è presente una esposizione permanente sulla storia della città di Carpi curata in ogni minimo dettaglio: dai resti celti ed etruschi – tra cui vasi, bracciali e mosaici – fino ai cappelli di truciolo del 1500. Dovete sapere che il destino di Carpi nella moda è stato segnato tantissimi secoli fa. Proprio da questa mostra ho scoperto che nel secolo suddetto la creazione di cappelli in truciolo – materia prima elaborata dai tronchi di salice e di pioppo – dava da mangiare a tutta la città. E da questo materiale grezzo, chiamato appunto truciolo, prendeva forma la paglietta, famosa e osannata in tutto il mondo!

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Finito questo salto nel passato, che sembra lontanissimo, si ritorna ad un piacevole presente con il boom della maglieria tra gli anni ’50 – ’60, proseguito per decenni e decenni. Viene introdotto così il percorso sartoriale di Anna Molinari con Blumarine.

A Blumarine è stata dedicata una intera sala del Palazzo, adiacente a quella prettamente storica, che custodisce gli abiti più belli del brand dagli esordi fino ai giorni nostri. Una esposizione che racconta la storia di Anna Molinari, le scelte di comunicazione nel corso degli anni, le collaborazioni, gli accessori, i profumi e i colori con romantica femminilità; elementi chiave di Blumarine agli occhi di tutti.

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Con mio grande stupore ho visitato la mostra in tranquillità con assenza totale di visitatori (che a volte si tramutano in disturbatori): praticamente ho avuto il Museo quasi a mia completa disposizione. E mi sono stupita di questo perché l’entrata nella giornata in cui sono andata era gratuita. Tutti gli altri giorni il biglietto ha un costo di 5 euro, ridotto 3 euro e per gli accrediti stampa occorre informarsi prima scrivendo una mail alla Responsabile del Museo.
L’altra faccia della medaglia di questo aspetto è amaro: mi sono chiesta – e ho chiesto anche al personale museale – perché c’è così poca affluenza? La risposta è stata una bella chiacchierata culturale.

Una cosa é certa: conoscere la storia della città d’origine, o semplicemente quelle di una nuova città in cui si vive, é uno passo fondamentale per potenziare la cultura personale. Non farlo, ignorare, è un vero peccato.

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