Curiosità e consigli per una gita all’Abbazia di Pomposa

Ho una opinione ben precisa: siamo tutti turisti nel mondo, anche dove viviamo. Perché siamo disposti a percorrere chilometri e chilometri per raggiungere un luogo, carpirne la magia, ma a volte le bellezze sono dietro l’angolo. Questo è il caso del Delta del Po e dell’Abbazia di Pomposa, trattata giovedì sera a SuperQuark in un servizio di Alberto Angela e visitata meno di un mese fa dalla sottoscritta (anche se sono di casa da queste parti!).

Chi vive in Emilia Romagna non può non visitare questo luogo. Chi non ci vive, pure. Perché l’Abbazia di Pomposa non rappresenta solo un luogo di culto, ancora attivo, ma è soprattutto un fulcro di misticità lontane.

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Come vedete non è una semplice chiesa, non ha una semplice facciata e non ha un colore freddo ma assolutamente caldo, dato da questi mattoncini che con il sole diventano ancora più caldi alla vista.  L’apparenza non è ingannevole perché entrando nel cuore religioso mostra tutta la sua bellezza rappresentata da mosaici – la pavimentazione ha più di mille anni! – e da affreschi ancora in buono stato.
La vita monastica in questo luogo è stata piacevole: un tempo l’Abbazia era adagiata su un isolotto in grado di donare benessere a chi restava. Si mangiavano i frutti della terra e ci si ritirava in preghiera a contatto con la natura in un luogo geograficamente strategico dal punto di vista commerciale; e per questo molto ambito!

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Curiosità

– L’Abbazia di Pomposa merita almeno una visita perché è una delle più importanti del Nord Italia.
– Proprio qui Guido d’Arezzo compose ed istituì il sistema delle sette note musicali (Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si).
– Gli affreschi presenti nell’Abbazia sono molto preziosi perché sono d’ispirazione Giottesca.
– I suddetti rappresentano da destra a sinistra l’Antico Testamento, il Nuovo Testamento e l’Apocalisse.
– Il Campanile venne costruito successivamente grazie alla donazione di privati.
– Pomposa si trova nel territorio del Delta del Po riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità insieme a Ferrara.
– Data l’importanza della zona da Ferrara parte una via, chiamata proprio via Pomposa, dove è possibile raggiungere Codigoro, il comune dove risiede l’Abbazia.
– In alcuni periodi dell’anno, come la festa medievale in Giugno, è possibile salire sulla torre e visitare la cella campanaria.
– Vicino all’Abbazia, praticamente attaccato, c’è il Museo Pomposiano (imperdibile!). Il percorso museale parte dal Palazzo della Ragione, al Refettorio fino all’Aula Capitolare.

Consigli

– Se venite da queste parti a livello culinario dovete assolutamente mangiare l’anguilla. Si tratta di una tipicità della zona!
– Proprio nel borgo in cui è compresa l’Abbazia sono presenti strutture ristorative per un pranzo o una cena post visita.
– Questa è una gita che consiglio per tutta la famiglia: dalla coppia giovane con bambini o ragazzi fino a quella più matura. La camminata è piacevole e molto rilassante. Inoltre, a fine visita, potete sostare nel parchetto davanti all’Abbazia per una sosta a contatto con la natura in tranquillità.
– Chi è appassionato di bicicletta – in Emilia è impossibile non averne almeno una in famiglia – può venire qui attraverso la bellissima ciclabile che porta proprio davanti all’Abbazia unendo l’utile al dilettevole.
– Se decidete di visitare questa zona in estate munitevi di cappellino, abiti di cotone, scarpe comode e di un repellente per zanzare (l’oculatezza non è mai troppa).
– Se avete ancora tempo dopo il tour dirigetevi verso Codigoro, un paesino attraversato direttamente dal Po di Volano (saluto la Sindaca attuale Rita Cinti Luciani), Mesola e Comacchio. Altre zone turistiche assolutamente da non perdere per il loro stampo lagunare.

Il motivo in più per visitarlo

Pomposa è un tassello importante della cultura italiana e del mondo, lasciarselo scappare è un peccato nel vero senso del termine. Gli appassionati di arte troveranno affreschi per i propri “denti” e quelli di cucina dell’ottimo pesce per appagare il palato.

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