Elio Fiorucci, ci lascia lo stilista comunicatore

Fiorucci

Elio Fiorucci, il noto stilista di origini milanesi, ci ha lasciato oggi a causa di un malore all’età di 80 anni. Come ogni essere umano di grande personalità questa notizia non te l’aspetti. O meglio, non riesci a digerirla continuando a pensare non sia possibile. Eppure è così.

Di Elio Fiorucci, da quando ho avuto le capacità di analizzare cosa mi piaceva e cosa no, ho sempre apprezzato il suo modo di concepire la moda: così diversa, personale, femminile e fortemente comunicativa.

Su ogni prodotto prima parlavano i suoi advertising – potenti e ricchi di significato – e poi le creazioni. E lui questo l’aveva già capito più di 30 anni fa! Mi spiego e lo spiego: per lui prima veniva l’aspetto comunicativo dato dal simbolo e dal significato e poi tutto il resto, come l’ordine naturale delle idee.

Elio Fiorucci è stato il primo ad aprire a Milano, in San Babila, negli anni ’80 il primo negozio dove regna un concetto, cioè i concept store in grado di offrire abiti, accessori, cibi, bevande e gadgets. Avanguardia per quel periodo, normalità per l’epoca attuale.

Elio Fiorucci è stato il primo a credere nella potenza del marchio. I famosi angioletti, i cherubini poliedrici e birichini, che hanno rappresentato la Fiorucci Story ancora oggi vengono ricordati come l’italianità nel mondo, gli adolescenti vissuti tra gli anni ’80 e ’90 e lo stesso Elio Fiorucci. Una potenza, quella di questo brand rafforzato soprattutto dal legame grafico, che ha permesso di lanciare interi total look sempre con lo stesso leitmotiv.

Nel 1985, anno in cui sono nata, Elio Fiorucci era il Re del Jeans. Nel 2012, ben 27 anni dopo, insieme ad Ikea ha lanciato i primi Pocket Store, cioè negozi Fiorucci con concept originali, cool e democratici.

Sostenere che Fiorucci ha definito a suo modo la storia della moda è quasi riduttivo. Mi auguro che la sua storia da persona eclettica e creativa venga raccontata nei manuali scolastici per chi desidera intraprendere la carriera di stilista ma soprattutto del comunicatore (specializzato in moda).

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