Il tacco fa girare il business? Provare per credere!

Tacchi

Quello che leggerete nelle prossime righe prendetelo con le pinze, o meglio con i piedi, perché vi sto per svelare un segretuccio che ogni Manager o Libera Professionista che si rispetti deve sapere.

Prima di tutto, qualsiasi lavoro state svolgendo in questo momento – autonomo o da dipendente -, dovete sapere che l’abito fa il monaco. Eccome se lo fa!

A seconda della vostra “divisa da lavoro” comunicate il vostro status lavorativo e/o aziendale. Perché vi sto dicendo tutto questo?

Perché è importante e poi è un argomento che voglio approfondire ispirata da un episodio che mi è accaduto. Qualche settimana fa, durante la ricerca di una collaboratrice, la stessa in fase di colloquio mi ha fatto un discorso strano; tanto strano che ho avuto la conferma dell’importanza che ha l’abbigliamento nel luogo di lavoro.
Questa ragazza mi ha detto specificatamente che l’outfit che indossava davanti ai miei occhi, molto casual (anzi troppo) per l’occasione, non era lo stesso che adottava durante l’orario da lavoro: «Mi scuso per il look, di solito sono più elegante!».
Lei in quel preciso istante stava rappresentando se stessa, ma successivamente – se avesse passato il colloquio – doveva rappresentare me! Ebbene sì, l’ho scartata (ma non solo per questo particolare).

Sull’outfit da lavoro casomai ne parliamo un’altra volta, ma ora voglio soffermarmi su un aspetto importante dell’intero outfit; a prescindere dalla scelta fatta tra tubino, jeans, blusa o altro ancora.

Ho testato sulla mia pelle che il tacco, nel business look, influisce per un 50% al primo incontro con il cliente soprattutto se è un uomo!
Sì, perché il cliente-uomo con il fornitore-donna sarà più orientato a cedere se la presentazione del prodotto o servizio viene fatta da una donna che indossa un bel tacco. In caso contrario, con la comoda scarpa bassa, il discorso cambia e diventerà più difficoltoso; a quel punto bisognerà puntare su altro: make up leggero e impeccabile; accessori calibrati; abito di classe.

Invece, in caso di cliente-donna e fornitore-donna, l’approccio si rivela più complicato:

1. Se la donna-cliente è amante del tacco e da assidua/compulsiva cliente lo indosserà nel suo outfit da lavoro, sarete sulla stessa lunghezza d’onda. Magari per stupirla, ed entrare nelle sue grazie, potete finire l’incontro di lavoro proprio parlando di calzature con il tacco!

2. Se invece la donna-cliente non è amante del tacco e tende ad indossare solo scarpe basse e comode fate attenzione perché potrebbe vedervi, consciamente o inconsciamente, come una competitor nell’Universo femminile. E questo, ahimè, potrebbe tramutarsi in un rifiuto commerciale dettato da un mancato punto d’incontro. Lo sapete che noi donne siamo terribili, no?

Ovviamente con questo non voglio generalizzare, anche perché le migliori clienti con cui ho lavorato sono state proprio delle donne! Però ci tenevo a darvi una dritta che magari può essere utile in più casi in particolare.
E ovviamente attraverso i commenti fatemi sapere se anche voi avete avuto gli stessi riscontri.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>