I Giuda Iscariota del Business: chi sono, cosa fanno e come difendersi

Più di un mese fa vi avevo lasciato un profondo quesito, così tanto profondo che forse un weekend non è bastato per trovare l’adeguata risposta: qual è il futuro della professione giornalistica nella moda?

Ad oggi ammetto di non avere una visione assoluta ma solo una certezza: riusciranno a farcela solo coloro che accetteranno il cambiamento e avranno la volontà di aggiornarsi per non rimanere indietro. Sta a significare che se è vero che il mondo dell’informazione è stato completamente contaminato dalle nuove tecnologie, con tutti i pro e i contro del caso, è anche vero che alcuni non sono in grado di gestirle queste tecnologie. Pertanto il futuro è in mano a tutti quei giornalisti che, integri e rigidi nella loro veste di ambasciatori ufficiali e ufficiosi dell’informazione, riusciranno ad utilizzare questi strumenti rimanendo credibili. Rimanendo giornalisti, riconosciuti, con una penna tradizionalista e una futurista. E ce la faranno anche coloro che non si faranno prendere dallo sconforto, perché ogni giorno la voglia di gettare la spugna è tanta ma non ne vale la pena. A proposito, colleghi, non ditemi che vi siete sentiti minacciati da Periscope? Perché in un altro post volevo proprio affrontare questo tema!

Il web e la crisi purtroppo non hanno fatto altro che peggiorare la situazione a discapito di coloro che si sono costruiti una professione su fondamenta solide: ogni giorno qualcuno si professa di essere chi non è senza il minimo sforzo e la minima vergogna.
Giusto o sbagliato? Ovviamente, saldamente e tenacemente…
Sbagliato! Sbagliato! Sbagliato! (ve lo sto dicendo come quando Vittorio Sgarbi inizia a mitraglietta il suo tormentone capra-capra-capra).

Personalmente ho nominato questi soggetti i Giuda Iscariota del Business. Ognuno di noi ne conosce almeno uno perché prolificano come funghi in ogni settore: dalla comunicazione alla moda; dal giornalismo alla ristorazione.
Li ho nominati così perché Giuda è stato l’unico apostolo che secondo la Bibbia ha tradito Gesù per trenta denari portandolo alla croce. Questi soggetti tradiscono noi, il mercato per molto meno, e mettono noi professionisti in croce: sporcano la professionalità con la menzogna e ingannano spesso chi non riesce a percepire la differenza tra l’esperienza professionalizzante e la disonestà costruita ad arte.

Vi fanno rodere dentro, lo so, perché purtroppo vi siete resi conto che in poco tempo sono in grado di racimolare (effimera) credibilità. E non a caso ho inserito effimera tra le parentesi!

Che fare?
Per esperienza personale vi posso dire che non si può correre contro il vento e sconfiggere un virus senza antidoto. L’unico modo per reagire è migliorare il proprio “orticello” dimostrando al nostro preciso settore di riferimento con conseguente target di che pasta siamo fatti. Che siamo professionisti di una serietà fondata su riconoscimenti, esperienza e continui aggiornamenti.

Se dall’altra parte, cioè l’ipotetico cliente, non ci sarà prosciutto davanti agli occhi capirà subito la distinzione. E se non fosse così? Armatevi di pazienza, santa e tanta pazienza, perché i risultati arrivano sempre. E se non arrivano può essere che il cliente con cui state trattando non è alla vostra portata.

Vi siete mai trovati o vi state trovando in difficoltà per la concorrenza sleale di mancati professionisti?
Fatemi sapere la vostra esperienza.

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