Il caso del mazzo di rose misterioso a San Valentino: chi le ha inviate fa urlare le donne di piacere

Rose

Sabato era San Valentino, il giorno degli innamorati per eccellenza. La mia giornata è trascorsa magicamente tra le riprese del mio speciale Sanremo 2015, cibo buono e tanta tranquillità. Insomma, ho ringraziato il calendario che questa festa sia caduta proprio di sabato, meglio di così non poteva andare. L’inizio della mia giornata però merita un racconto a parte perché è stato un momento esilarante. Proprio mentre stavo registrando lo speciale con il mio ospite in collegamento da La Spezia, il citofono ha cominciato a suonare in maniera secca al punto tale che m’ha fatto sussultare il cuore. Dopo tre rintocchi, dal videocitofono mi accorgo che giù dal portone mi stava aspettando una signora: «C’è un mazzo di fiori per Francesca».
«Per me? Signora, temo che abbia sbagliato». La risposta mi è venuta quasi spontanea visto che in vita mia, a parte il bouquet da sposa che è passato alla storia per quanto era bello (a proposito l’avete visto?), non ho mai ricevuto fiori a domicilio.

«Scusa ma non sei Francesca Succi?».
«Sì, sono io!».
«E allora il mazzo è per te. Scendi subito a prenderlo!».

Tra l’euforico e l’incredulo mi sono diretta fino al portone. Ad aspettarmi vicino alla cassetta delle lettere c’era una signora che grazie ad una occhiata furbesca ho scoperto essere fattorino ufficiale di Interflora. Aveva con cura tra le braccia, come si adagiano i neonati per intenderci, il mio mazzo di rose: belle, piene e di una tonalità vicinissima al tangerine tango. Anzi, confermo: color tangerine tango.

«Bene, una firma qui per cortesia», l’invito della signora era abbastanza palese: aveva fretta di consegnarmi i fiori.
«Mi scusi, ma è sicura che siano per me? Da dove vengono?».
«Sei Francesca Succi?»
«Sì, certo. In carne e ossa»
«E allora sono per te. I fiori vengono da Roma», si lascia andare ad un sorriso.
«Da Roma? Oddio, ma io non conosco nessuno che possa inviarmi fiori da Roma».

Nel frattempo avevo confermato il ritiro del mazzo con una firma nel cartoncino compilato e stampato dall’Interflora. La signora si è dileguata in un batter d’occhio: sicuramente aveva altre consegne da effettuare.
Ora tra l’euforia e l’incredulità si era aggiunto l’imbarazzo, perché pensavo: se non è stato mio marito a inviarmeli chi è stato?
Le scale verso la porta di casa ad ogni passo erano sempre più pesanti e in testa mi era balenata anche l’idea che fosse tutta opera di uno stalker!

Ritorno tra le mura domestiche con questo mazzo di fiori quasi più alto di me (effettivamente ci vuole poco a raggiungermi). Mi ricollego con il mio ospite in linea per dirle cortesemente di aspettare solo un minuto, il tempo di capire un po’ di più su questa storia alquanto bislacca.

Vado da mio marito tutta sorridente: «Amore, grazie per il pensiero, non dovevi disturbarti e potevi dirmelo. Poi perché assoldare Interflora? Abbiamo tanti fioristi in zona…». La scena della risposta è stata determinante perché lui prima ha guardato me, poi i fiori e successivamente il vuoto. Così in maniera stizzita mi ha seccato: «Guarda che quei fiori non te li ho inviati io!».

Non-te-li-ho-inviati-io.
Il finale della frase mi aveva completamente steso. Fu così che ci attraversò prima il silenzio, poi il gelo e per finire una balla di fieno come nei migliori film western. Ma io non avevo intenzioni drammatiche, anzi!

Dopo quella risposta così lapidaria la mia bocca è riuscita solo a pronunciare un asciutto «Ah!». Non avendo il tempo necessario per fare ulteriori indagini ho iniziato la puntata con profondo imbarazzo tant’è che, come potete constatare, all’introduzione ho cercato di fare chiarezza con i mezzi a disposizione con la bocca secca (di solito sono più sciolta).

 

A fine puntata, con calma e tranquillità, ho cercato tutti gli indizi del caso. Ad accompagnare questo bellissimo mazzo di rose un biglietto misterioso che mi riportava ad un link temporaneo. Ricordo ancora di essermi collegata a quel link con il cuore in gola perché ero preoccupata e sempre più imbarazzata. La pagina era online ed evidente, finalmente il nome del mittente misterioso. Pronti per la sorpresa?

Con il titolo del post vi ho già dato qualche indizio. Insomma, il mittente é… Zalando!
Sì, proprio lui, lo store online più famoso del mondo che nello spot-tormentone istituzionale fa urlare le donne di piacere. Dopo averlo scoperto vi giuro che ho tirato un sospiro di sollievo perchè non volevo rovinare il giorno di San Valentino con la mia metà. Comunico la cosa a mio marito e ci facciamo entrambi una grassa e grossa risata.

Nel link, che potete visitare anche voi cliccando qui, è presente un video molto romantico che racconta come può scattare la scintilla tra due persone; una scintilla che si può paragonare al primo passo con le calzature del cuore, aggiungo io.

Insomma, il mio aneddoto per San Valentino ve l’ho raccontato. E il vostro?
Io con il mio ancora ci rido!
E nell’ordine c’hanno riso pure mia sorella e mio papà.

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