Perchè nella moda si ride poco? Ricordatevi, fa vendere di più un sorriso che un broncio

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A questa foto sono affezionata. Si tratta di un banale selfie scattato con lo smartphone e postato su Instagram qualche giorno fa. Quel giorno, che sinceramente non ricordo, avevo una luce particolare in volto; forse perchè pensavo a qualcosa o a qualcuno di preciso che mi stimolava gioia e serenità.
Quello stesso giorno durante una pausa ricordo di aver preso in mano una rivista di moda: adoro sfogliarle nel pomeriggio magari sorseggiando tè.
Ero molto euforica, perchè lo sono dentro. Però sfogliando sfogliando l’euforia stava svanendo: mi sono resa conto in un momento di lucidità che purtroppo nella pubblicità di moda vige ancora lo scatto imbronciato, scocciato o ammiccante eroticamente finto. Ovviamente non tutti sono così, ci sono esempi di advertising sani e naturali con sorrisi più o meno spontanei, ma sono case history che si contano sulle dita di una mano.
Ad esempio ho apprezzato la campagna Oviesse con Bianca Balti: gli scatti sono molto naturali e privi di ogni filtro (non fotografico) negativo. Oppure quella di Swarovski con Miranda Kerr che nelle foto istituzionali sorride bellamente. Gli esempi positivi ci sono, basta trovarli e valorizzarli. Nella mia analisi però ho trovato delle differenze.

 

Uomini vs Donne: la parte sexy quasi sempre in appannaggio femminile
Nelle foto di moda uomo, a parte quelle di intimo, il modello della situazione è quasi sempre preso nella sua versione più naturale: in auto, in bicicletta, in camminata o affacciato ad una finestra. La donna, invece, deve ammiccare e risultare sensuale sdraiata su un letto, divano o a cavalcioni su supporti di vario tipo. Sensuale poi per chi se il target è comunque femminile?
Non voglio aprire parentesi di natura sessista però questo mi ha fatto abbastanza pensare. Nel 2015.

 
Il mood si protrae anche nelle sfilate
Purtroppo questo terribile senso di tristezza, disagio e distacco è presente anche nelle sfilate dove le modelle – la maggior parte delle volte – sfilano sulla passerella con quell’aurea che è diventata tipica nella moda. In questo modo alcuni pensano infatti che nella moda non si ride mai anche per questo.
Al contrario però un esempio di sfilata giocosa è stata quella della Spring/Summer 2015 di Moschino con la firma di Jeremy Scott, famosa per la collezione ispirata alla bambola più famosa del mondo, la Barbie, ma ancor più famosa perchè ha colpito per l’intrattenimento. Ecco, in quell’occasione ho visto modelle sorridere! E ovviamente ha avuto successo.

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Per le sfilate uomo invece che stanno andando in scena proprio in questi giorni la situazione appare un po’ diversa: lo sguardo dei modelli è sempre cupo, intendiamoci, però l’andamento è simile ad una camminata. Quindi, sembra tutto apparentemente naturale. Non ci si fa particolare caso perchè quando incrociamo un uomo o un ragazzo per strada non ride in modo esplicito ma sta nel suo “mondo”.

 

Come voglio farmi fotografare: sempre sorridendo perchè coinvolge più un sorriso rispetto ad un broncio
Fra un paio di settimane avrò uno shooting fotografico (vi tengo aggiornati e ovviamente vedrete le foto). La fotografata sono io e sto preparando il concept della giornata. Di sicuro voglio essere naturale e il più sorridente possibile. Perchè io sono così.
Qualcuno ora potrebbe chiedersi: ma tu non devi vendere nulla, quindi gli scatti possono essere come vuoi. Sbagliato! Io ogni giorno sul web vendo me stessa: il mio prodotto sono io. Quindi gli scatti rientrano nel discorso di personal branding.

 

E ora voglio concludere con una copertina dolcissima che mi ha colpito questo mese. Si tratta della rivista La Freccia Fashion, dove sono presente anche io come contributor, che ha immortalato il designer tedesco Philipp Plein; ora al centro delle cronache per il discusso talent di Raffaella Carrà Forte Forte Forte.
La foto è dolcissima: lui completamente nudo, perchè nel pezzo si mette a nudo (tutto ha un significato), tiene in braccio un bambino. Nell’articolo si parla di lui a Pitti Bimbo, ma questo è un altro discorso. Il punto è: la cover è stupenda, esprime dolcezza da tutti i pori – anche perchè sdogana il senso materno dell’uomo – in poche parole emoziona! Allora perseguiamo questa strada, proviamo a dimostrare il lato più umano per comunicare la moda?  Io ci sto. E voi?

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