[FASHION & LOOK] QUANDO L’OCA DIVENTA UN MARCHIO DI FABBRICA: IL CASO DI FILOBIO

A distanza di qualche giorno di oche non ne parla più nessuno. Invece io insisto sul tema con una chiave nuova soprattutto perchè tra le mie lettrici ci sono tante mamme e future mamme che, in preda all’emozione, vogliono solo il meglio per il proprio figlio.
E allora, mamme all’ascolto, parlando di Filobio vi introduco in un marchio italiano che utilizza solo tessuti biologici e ha scelto come proprio logo un’oca. Pertanto ha voluto chiarire i motivi dietro questa particolare scelta.
«Vogliamo bene alle oche, e ci piacciono l’energia ed i significati contenuti nella loro simbologia. Siamo premurosi verso tutti gli animali e vi chiediamo attenzione quando acquistate prodotti di origine animale, perché si può lavorare e realizzare prodotti belli e sani senza fare del male».

L’oca, anticamente, era molto venerata, simbolo solare, associato alla vita, alla creazione e alla rinascita.
L’oca rappresenta la fertilità femminile, la maternità e la vita domestica, il desiderio di “prendere il volo” e al contempo prendersi cura dei figli e del compagno.
Nella mitologia egizia, l’oca era adorata come un uccello sacro che aveva partecipato alla creazione di tutte le cose. L’oca fece l’uovo cosmico dal quale nacque il dio sole Ra che creò l’Universo.
L’oca rappresentava l’anima del faraone: quando un nuovo sovrano saliva al trono, i cerimonieri liberavano quattro oche, per introdurre l’evento in questo mondo.
Nella mitologia greca, l’oca, espressione simbolica di vitalità, fertilità e forza, è associata ai miti di Apollo, Afrodite ed Hermes. Eros, Dio dell’amore, era in sella ad un’oca volante e Priapo era costantemente accompagnato dalle oche sacre.
Nell’antica Roma, l’oca era sacra alla dea Giunone; per questo motivo le oche vivevano libere sul Campidoglio, dove sorgeva il tempio dedicato alla dea. Lo schiamazzare delle oche segnalò ai Romani l’imminente attacco dei Galli, che poté essere respinto; da quel momento le oche furono considerate le salvatrici di Roma, divenendo simbolo di vigilanza, attenzione e cautela.
Nella cultura indiana, l’oca, Hamsa in sanscrito, rappresenta la libertà e la purezza interiore, e al contempo la conoscenza e la forza vitale. “Ham” indica l’espirazione, “sa” l’aspirazione, il ritorno della forza vitale alla sorgente cosmica. Nella Hamsa Upanisad, l’anima individuale ha il nome dell’oca e migra di esistenza in esistenza fino a quando non raggiunge la liberazione e non abbandona la ninfea del cuore, dove risiedono passioni e condizionamenti.
Nella cultura cattolica evocava la compassione, in quanto l’oca non abbandona mai un suo simile ferito.

La sua immagine sui vestitini dei bimbi richiama la protezione e l’attenzione, contiene l’auspicio alla fertilità della vita e l’augurio per una crescita ed un’evoluzione radiosa, l’augurio, ancora, di “spiccare il volo”.

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