[LIFESTYLE] ABBASSO LE DISCRIMINAZIONI FISCALI SULLA CULTURA #UNLIBROÈUNLIBRO

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Su twitter nelle ultime ore non si parla d’altro. C’è addirittura un hashtag sponsorizzato, #unlibroèunlibro, che si può utilizzare per dire la propria opinione (sempre in 140 caratteri) contro l’ultima trovata fiscale nel mondo dell’editoria.
Sono stati chiamati a raccolta tutti gli editori per dire no, o meglio rappresentare con il pollice verso il basso, alla tassazione IVA di un libro cartaceo al 4% e di un ebook al 22%. Perchè questa disparità?
Una trovata del genere, frutto di un’idea dal sapore europeo, si mette contro ogni logica se consideriamo che la lettura su supporti multimediali è in crescita esponenziale. Inoltre, in questo modo si metterebbero in ginocchio ancora di più le case editrici, senza contare il collasso conseguente nella tecnologia di settore.
Insomma un effetto domino che, soprattutto in questo momento, non possiamo permetterci a livello globale.
Un libro di carta o un libro in formato ebook hanno la stessa anima. Lo stesso contenuto e la stessa volontà di accompagnare il lettore verso un viaggio chiamato universo dei sogni. Possibile che in questo mondo i sogni, di carta o di parole su uno schermo luminoso, siano messi in discussione con una tassazione assurda? Questa è la volontà di affrontare il futuro verso nuovi orizzonti?
Se avete a cuore l’iniziativa potete far sentire la vostra voce utilizzando l’hashtag #unlibroèunlibro sui social network. Ovviamente anche il mio blog, The Glossy Mag, aderisce alla campagna #unlibroèunlibro.

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