[DELLA SERIE SONO SEMPRE SUL PEZZO] IRENE BRIN: STORIA DELLA GIORNALISTA DI MODA PROMOTRICE DEL MADE IN ITALY

Irene Brin, all’anagrafe Maria Vittoria Rossi, è nata a Roma a metà Giugno nel 1914. Forse per alcuni questo nome non dice nulla ma storicamente stiamo parlando di una scrittrice, giornalista di costume, promotrice del Made in Italy nel mondo. Una delle personalità più importanti nel mondo della moda nell’epoca più controversa e ricca di sperimentazione.
Quando scrivo il tag Made in Italy, tornando indietro nel tempo, mi viene una nota di dolore se penso che negli ultimi giorni abbiamo perso un pezzo di Krizia e Ferrè per intero.
Irene Brin è stata una figura poliedrica e dalle mille sfaccettature: scrittrice, gallerista insieme al marito Gaspero del Corso, ha ricoperto il ruolo di Rome editor per la rivista americana Harper’s Bazaar. Era fresca come le parole dei suoi articoli. Il suo stile rappresentava appieno il suo modo di essere in tutto. Infatti, quella collaborazione con Harper’s Bazaar nacque grazie all’incontro con Diane Vreeland in Park Avenue: mentre Irene passeggiava con suo marito la Vreeland la fermò e le chiese dove avesse acquistato il vestito di classe che indossava (si trattava di una creazione di Fabiani). In questo modo potè far parlare italiano una rivista che era solitamente abituata allo stile francese.
Attenta ai cambiamenti dell’Italia post bellica, la Brin, ha raccontato nei suoi numerosissimi articoli i mutamenti di costume di un paese “affascinato” dal modello americano.
Diverse fotografie ritraggono attrici americane e italiane che indossano vestiti e accessori prodotti dalle case di moda italiane, di cui la Brin fu sostenitrice all’estero: Fontana, Carosa, Simonetta, Gattinoni, Fabiani, Capucci, Lancetti. La capacità di Irene Brin era quella di far dialogare il proprio interesse per l’arte con la moda e viceversa, passione condivisa con suo marito.
Un’altra passione coltivata da Irene insieme al marito Gaspero era il viaggio, testimoniata dalle numerose fotografie scattate in Europa, Stati Uniti, Sud-est asiatico e America Latina.
Se dovessi trovare una Irene Brin dei giorni nostri purtroppo non riuscirei a fare un nome. Forse non stiamo perdendo solo marchi storici ma anche personalità importanti che hanno fatto la storia dell’editoria nel mondo della moda. E sebbene io ci metta del mio, nel mio piccolo, mi ritrovo orfana nell’attuale di alcune professionalità da cui prendere ispirazione.
Per me è come andare in una redazione, reale o virtuale, e formarmi da sola invece di trovare quella collega più grande da cui imparare tutti i segreti del mestiere ed ereditare l’impronta operativa.

1 Comment

  • ysdlifestyleblog ha detto:

    Io ad esempio non la conoscevo quindi hai fatto benissimo a parlarne ora ne so qualcosa in piú ;) e comunque hai ragione, piange il cuore a sapere che il Made in Italy ormai non é piú in Italy :( pensa che io sono di Alessandria e l’unica cosa buona che abbiamo sono i cappelli Borsalino…e anche Borsalino é passato ai Cinesi….che tristezza :'(
    Un bacione
    Ylenia

    http://www.ysdlifestyleblog.wordpress.com

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