[FASHION & LOOK] SPECIALE FASHION WEEK MILANO MODA DONNA: CRONACA DEL SECONDO GIORNO

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Sto seguendo questa settimana della moda dedicata alle novità donna della prossima stagione a rilento. Quindi scusate se le mie cronache e i miei punti di vista arrivano più tardi rispetto alla solita tempestività che mi contraddistingue.
Ieri sera, colma dalla valanga d’informazioni che ho raccolto alla Social Media Week, mi sono gustata le sfilate di Prada, Fendi e Moschino. Così nello stesso ordine con cui le ho scritte.
Le sensazioni che ho provato alla visione sono state abbastanza discordanti.

Su Prada, come sempre, c’è un enigma. Non si riesce a capire mai fino in fondo dove voglia andare a parare Miuccia con le sue novità; che poi novità non sono perchè ho visto tante linee vintage.
Il mood era quello della sfilata uomo del mese scorso. La stessa location e lo stesso andamento. Non sono sicura sulle musiche in sottofondo, ma dovrei fare un confronto per capirlo (cosa che adesso non riesco a fare per mancanza di tempo). Ma poco importa.
La parola d’ordine da Prada è oversize. Maglioni stile college che diventano vestiti, cappotti rinforzati sulle spalle e molte velature. Insomma, Prada ti deve piacere o no. Devi condividere i valori oppure evitarla. Prada è così, piace o non piace e non ci sono le mezze misure. A me piace, perchè devo dire che mi ha ricordato il bon ton di un tempo, un bon ton rivisitato.

Fendi, nel suo stile, in un sottofondo molto ritmato ha proposto una collezione non banale ricca di capi e accessori da prendere in considerazione; soprattutto per il low cost.
Ha iniziato e chiuso lo show la modella più chiaccherata del momento, Cara Delevigne. In un turbinio di toni caldi hanno sfilato balze, stampe a schizzo e inserti in pelliccia. Non salvo tutto, ma una delle cose che mi è piaciuta è il make up nude con un focus sulla scultura definita del viso con la terra.

Invece la tanto criticata sfilata di Moschino io l’ho digerita alla grande, forse per il tema food sulla quale è stato costruito tutto.
La capsule collection di Jeremy Scott è stato un colpo al cuore, un ritorno agli anni ’90 e al trash assoluto.
Tutto è iniziato con outfit e accessori dedicati alla catena del fast food più conosciuta al mondo, Mcdonald’s. E proprio sull’iniziale di Mc, Scott ha costruito un leitmotiv fatto di slogan, look e accessori per Moschino. Chiamatelo stupido!
Dopo questo filone siamo passati all’uso sconsiderato del brand sulle placche di metallo, un inno alla pacchianeria. Mi sembrava di essere tornata indietro di 20 anni. Però quello che secondo me ha determinato il successo della sfilata è stata la chiusura. Una chiusura degna da mostra museale.
Gli abiti, questa volta, prendono ispirazione dal packaging delle patatine, dei pop corn, del cioccolato e del formaggio. Chiude in un bagno di applausi l’abito da sposa con la stampa dell’etichetta con gli ingredienti, sì quella che troviamo dietro ogni confezione di cibo. Devo dire, l’abito da sposa più originale che abbia mai visto!

In queste ore di fashion week, e oggi siamo già al terzo giorno, ha sfilato anche la stilista torinese Debora Zavaglia presentando la collezione Autunno Inverno 2014/15, 4 Pretties. 4 Pretties, o anche for pretties, perché Debora è fermamente convinta che tutte le donne possano essere belle.
Ma anche four Pretties, come le quattro “Pretties” – quattro donne, quattro diverse personalità, quattro differenti stili che però condividono il mood che ha ispirato la stilista: l’incontro tra gli anni ‘70 e l’inizio del XX secolo, due periodi storici che hanno cambiato profondamente la società, l’arte e la moda. I dettagli dei primi del ‘900 si mescolano a quelli degli anni ‘70, in una coesione di forme che dà vita a una collezione in cui la sinuosità e la ridondanza dei primi anni del secolo scorso trovano nuove espressioni delle forme dei Seventies, e i colori esplodono come con i Fauves e con il movimento hippie.

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