[GLOSSY IN THE CITIES] SALDI, SHOPPING E IL LIPSTICK EFFECT

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Dlin Dlon.
(Ah no scusate quello è il campanello)

Drin, drin, drin, drin. Squilla il mio telefono.
Voce fuori campo nel mio cervelletto: ma chi è ‘sta rompi scatole? La sua insistenza si sente dallo squillo.
Leggo sul display: ecco ho capito tutto.

“Pronto! Ma chi è quella simpaticona che mi desidera?”
“Ehilà, fashion blogger”
“Ehilà, sapientona”
“Domanda da 1000 euro, budget che vorrei tanto avere in questo periodo dell’anno, toglimi una curiosità: cosa hai comprato per i saldi?”
Scoppia la mia fragorosa risata che avranno sentito fino ai confini della Romagna. 
Sapete, i saldi sono come il tempo delle mele. Inizialmente, da ingenuotta, ci credi e te ne innamori. Durante l’anno non aspetti altro che la chiusura della stagione per i prezzi scontati come le teenager per una ospitata dei One Direction, ma poi quando capisci il meccanismo, diventi come una vecchia avvizzita a cui non interessano più i piaceri della vita. Dai uno sguardo, giusto per capire se qualcuno ha cambiato tecnica, e con amarezza la conferma: è rimasto tutto così come prima, fai un bel ciao ciao con la manina.
Ecco, questi sono diventati i saldi per me. Che brutta definizione: la vecchia avvizzita del fashion. No, no aspettate: la vecchia avvizzita dei saldi di stagione. Ci rido da sola!

Vi deluderò ma quest’anno io ai saldi ho detto passo come ad una partita a Scarabeo. O meglio, ho detto passo al futile, all’inutile e alla rimanenza di magazzino. Ho piuttosto investito un umile budget su quello che mi serviva veramente tra intimo e basico. E la dirò tutta: non mi sono mossa da casa per sgomitare e farmi venire l’odio da genere umano in tempi di saldi. No, troppo stress. Ho fatto  comodamente da casa con un click. E ancora: tutto puro cotone, che di questi tempi è una perla rara nella composizione dei capi.

Chiuso il capitolo dei miei saldi che non interessa a nessuno, parliamo d’altro. Lo conoscevate il lipstick effect? Si collega benissimo al discorso saldi e saldini.

Vedete l’effetto rossetto, secondo uno studio economico e psicologico, si manifesta in tempi di crisi economica. Più precisamente quando i consumatori sanno di non potersi permettere un costosissimo bene di lusso e, come da manuale, optano per il bene di lusso meno costoso.

Vi faccio un esempio: se avete come oggetto del desiderio una costosissima borsa, a patto di digiunare per un mese e farvi tagliare le utenze di casa, non l’acquisterete ma la vostra scelta cadrà su un altro bene di lusso di portata inferiore, ad un prezzo più accessibile, come ad esempio un costosissimo rossetto.

Lipstick
Dai dai, ditemi che l’avete fatto. Se non è stato rossetto è altro: mascara, cremina, orecchino, bracciale o altra diavoleria. Va bene rinunciare a tutto, ma alle basi proprio no!
Quanto manca alla fine dei saldi? Di sicuro 3/4 settimane. Chissà chi cadrà nella trappola del lipstick effect! Dai confessate tutto a Francesca vostra, vi ascolterò.

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