[GLOSSY IN THE CITIES] C’È UN TEMPO PER OGNI COSA

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Prima di scrivere questo post ho dovuto inevitabilmente tornare indietro nel tempo con la mia mente. Dai 28 anni che ho ora sono dovuta arrivare fino ai 13, immaginando di fare rewind con lo stereo come si faceva con le musicassette (ah, che bei tempi!).

Stop! Mi autoanalizzo: a 13 anni caratterialmente ero più grande della mia età a causa di un evento poco piacevole. Avevo una testa orientata verso l’essenza invece che all’apparenza. Amavo i libri, giocare con mia sorella e fantasticare con la mente. Era il momento in cui stavo dicendo arrivederci alle bambole e al gioco della campana con grande rimpianto, perchè quegli anni non li avrei mai più rivisti. Però mi proiettavo all’età che ho ora con grande entusiasmo: indipendente e lavoratrice. Al mio posto, dall’età che avevo realmente. I 13.
Ritorno al presente. Ora di anni ne ho un po’ più del doppio. Per la società sono ancora giovane, ma abbastanza matura per stabilire quello che è giusto e sbagliato per la mia vita.
Cosa è cambiato? Come si è evoluto lo stadio adolescenziale? Quali passi ci siamo persi?
Tutto è cambiato. L’evoluzione è stata tragica e i passi si sono bruciati nel giro di una sigaretta appena accesa.
Dal gradino dei miei 28 anni mi ritrovo a disagio: vedo adolescenti voler entrare in competizione con me e con altre mie coetanee, avendo la presunzione di vestire lo stesso background come la sorella cattiva di Cenerentola con la scarpetta di cristallo. Di poter gestire un’agenda fitta d’impegni quando l’unica incombenza per loro sarebbe l’analisi grammaticale e le equazioni.
Imitare, desiderare la stessa indipendenza, lo stesso stile con il gusto di apparire… No, non mi piace!
Adoro l’ordine e la giusta armonia. Desidero che ogni cosa stia al suo posto, anche se non temo nessuno perchè vado fiera della mia saggezza.
Ma poi, quando nel quotidiano, in un bar o su un mezzo di trasporto pubblico mi scontro con una adolescente, e lei si scontra con me pensando di essere superiore, la guardo con i miei occhioni in un misto di rabbia-tenerezza e rispondo in silenzio: “Perchè bruci le tappe? Perchè ti atteggi in quel modo? Non capisci di essere ridicola? Rimpiangerai questa tua età e di aver desiderato la mia. Rimpiangerai un po’ tutte le cose che stai facendo ora, perchè ogni anno passa e non ritorna più indietro”.
Giustamente, c’è un tempo per ogni cosa.

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