[FASHION & LOOK] PITTI 85: SIAMO USCITI FUORI DAI BINARI

Fin quando ogni evento sarà un circo pazzoide io non ci vado. L’ho detto e l’ho fatto. Mi dispiace, ma quest’anno i miei piedi non hanno percorso la Fortezza da Basso per una questione di coerenza. Amo la moda uomo, del resto come non amarla!? Ci sono capi che indosserei io, ma l’evento – come tanti in questo amato/odiato mondo della moda – ha perso quell’allure di mistero, esclusività ed eleganza.
Troppa confusione, troppo esibizionismo, troppe dispersioni… E poi ritorno a prima: ci sono dei capi che indosserei io. Ecco è proprio il punto, da quest’ultima esclamazione ho ricavato uno dei motivi che mi hanno spinto a non andare.
Quando una donna di fronte ad una collezione uomo afferma di voler indossare quei capi c’è qualcosa che non va. Significa che quella stessa collezione è stata contaminata un po’ troppo. E sia chiaro, io amo le contaminazioni ma nel giusto equilibrio. Per avere una prova del 9 ho chiesto ad uomo, un uomo medio. Uno di quelli che non si destreggia nella moda ma è inevitabilmente un consumatore: ma tu indosseresti quel cappotto, quel maglione o quel pantalone?
La risposta è stata un secco assolutamente no! Del resto come dargli torto?! Di fronte ad un cappotto rosa confetto misto fluo, una maglia un po’ troppo attillata con stampe discutibili e un pantalone palazzo come dargli torto?! Ditemelo voi.
Perchè se il mio di uomo si presenta così a casa neanche lo faccio entrare. Ma ognuno è libero di pensarla come meglio crede. D’indossare ciò che desidera per rappresentare al mondo la propria identità.
Come non mi piace quello street style esasperato, uomini e donne nessuno escluso, di chi si agghinda solo per lo scatto. E mi viene da dire che oramai non funziona neanche più perchè se guardate lo street style caricato nell’area riservata del Pitti emana un senso di eleganza; quindi per fortuna qualcuno che si è presentato con un bel look c’è stato!

Enrico Labriola 
Enrico Labriola
Enrico Labriola
Enrico Labriola

Aggiungo un look normale, di quelli che tutti possono indossare per il quotidiano. Insomma, c’è poco da dire e altro da aggiungere: se questa è l’evoluzione della moda preferisco ritornare indietro di 50 anni quando i grandi lavoravano nel proprio quartier generale chini sulla scrivania per ottenere la perfezione. Forse siamo nell’era delle accozzaglie, io preferivo quella dell’ordine.

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