[FASHION & LOOK] LA PETITE ROBE DI CHIARA BONI: IL RITORNO DELLA DONNA DI UN TEMPO

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C’è una moda che non va mai in vacanza, cascasse il mondo qualcuno la ripropone (e sia lodato il signore per questo). Quella moda di cui sentiamo tanto il bisogno perchè non tutte le donne hanno la fisicità o il desiderio di vestirsi con le correnti del momento. Insomma, c’è sempre qualcuno che ripropone il classico modernizzato da tenere nell’armadio in caso di necessità. Perchè quel classico lì va bene per ogni occasione. Non è demodé ma chic. Non è austero ma semplice. Non necessita di tante modifiche, è già bello così com’è.
Insomma, le chiavi per il paradiso sicuro verso il successo in una particolare situazione. E così mi è sembrato doveroso parlarvi de La Petite Robe di Chiara Boni che ha sfilato proprio durante il Pitti 85. L-a-P-e-t-i-te-R-o-b-e: un nome dolce come la cascata di peonie bianche nella scenografia. 

Vanni Bassetti

Partiamo dall’inizio: siamo di fronte ad una situazione di vantaggio. Una donna che crea abiti per le donne e già questo la mette in condizione di sapere esigenze e gusti. Inoltre, questa donna, non è l’ultima arrivata, ma una che “mangia” moda almeno da quando sono nata io (fate un po’ voi i conti…).
Insomma, qua c’è tutta una questione di intelligenza, esperienza e femminilità che ha portato Chiara Boni ad ottenere un successo sicuro.

Vanni Bassetti
Vanni Bassetti
Vanni Bassetti

Ritornano così le gonne a ruota, i tubini e le ruches. Ritornano accostamenti classici come il rosa cipria e il nero. Ritorna in una parola sola la semplicità. Una disintossicazione di cui ne avevamo sicuramente bisogno per ritornare a vedere la donna, e la sua collocazione stilistica, con occhi diversi.
Una donna intelligente, che veste classico, ma ama la modernità; acconcia i capelli in maniera alternativa provocando un’onda alla coda di cavallo.
Strizza l’occhio all’uomo e al mondo intero con l’eyeliner marcato alla Amy Winehouse. Saluta tutti, come una nuova principessa, con le unghie laccate di rosso come le migliori dive anni ’50.
Tutto questo, nell’insieme, ha decretato la collezione una boccata di aria fresca.

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