[DELLA SERIE SONO SEMPRE SUL PEZZO] INTERVISTA A ROBERTA ALESSANDRI DI TOMASSINI BAGS

Il nome Tomassini bags sul mio blog l’avete già letto. La scorsa estate ero stata invitata dal brand a creare un outfit attorno ad una loro splendida borsa con annessa intervista. Trovate il post in questo link.
Dopo quel contatto, vista la mia passione per le borse, ho voluto approfondire. Come sempre l’anima della giornalista non m’abbandona mai.
Così ho messaggiato via mail e fatto veloci chiaccherate telefoniche con la gentilissima Roberta Alessandri, una persona disponibile e paziente come poche; anime così sono veramente rare da trovare in questo settore!
Insomma dopo mesi, tra un mio imprevisto e l’altro, siamo arrivate a questa bellissima intervista che per come è stata concepita senza volerlo è una piacevole chiaccherata. Ve la lascio leggere senza dilungarmi troppo perchè il valore delle persone, in qualche modo e con tanta magia, viene assorbito dal prodotto proposto.
 

Roberta puoi spiegare ai miei lettori la tradizione nella tua famiglia in fatto di borse?
«Rispondo alla tua domanda con grande orgoglio! Mia madre Maria Tomassini è la fautrice del marchio, la tecnica per eccellenza, colei che ha saputo trasmettermi la linfa della manualità e il valore dell’artigianalità come i prerequisiti fondamentali del prodotto. Viene dal mondo della calzatura dove fin da piccola è cresciuta assaporando la concretezza di tutti i segreti della produzione manuale. Io ho sempre respirato che la caratteristica di essere “handmade” fosse un valore aggiunto, un elemento che potesse fare la differenza, ed ho cercato di appropriarmene, seppure con una vision votata all’innovazione e alla tecnologia».

Psicologicamente parlando, se una donna è pazza di borse come me, cosa significa? C’è un motivo nascosto che lega a questa passione? 
«Io credo che ognuno di noi abbia nel proprio vissuto esperenziale delle chicche nascoste che rappresentano a volte il nostro ego, altre la nostra voglia di evasione e di libertà. La borsa per me è una fondamentale compagna di viaggio nel senso di averne bisogno. Mi serve, è utile, deve contenere tutto il mio intimo universo e, proprio perché gli affido tutte quelle cosucce di cui non posso fare a meno, deve saperle conservare con efficacia e funzionalità. Psicologicamente parlando quando mi muovo in una città, salgo e scendo dall’auto, corro fra un fornitore e un cliente anche con le sneakers ai piedi, non voglio rinunciare ad esprimere la mia femminilità, la mia visione della moda e la mia personalità. L’accessorio ancora una volta lo creo, lo concepisco e lo penso pensando a questa donna».

Io ho sempre sostenuto che una borsa è come il fidanzato/marito: se ti piace al primo colpo diventerà una compagna di vita per sempre. Cosa ne pensi?
«Ben detto. Infatti è così difficile sostituire quella a cui sei affezionata. La borsa credo, sia per te come per me, è un accessorio essenziale che ci aiuta nel nostro vivere, rappresentando un alleata da cui non ci si può più separare!».

Io amo vestire basico e arricchire l’outfit con gli accessori, in primis una bella borsa. La tua opinione in merito?
«Non a caso, con un pizzico di presunzione, penso che la borsa sia un accessorio essenziale. Per una come me che nell’abbigliamento è monocolore, o al massimo degradè sui pastelli, un tocco più deciso lo cerco nella mia compagna di viaggio: la borsa. Può essere viola mixata al grigio, oppure crema mixata al nero, ma anche blu elettrico su un arancio shocking. Io adoro i contrasti decisi, netti, esprimono al meglio la mia voglia di essere protagonista della mia giornata!».

Per quel poco che ci conosciamo e avrai visto sul blog secondo te quale Tomassini bag mi si addice?
«Penso ad una bag che tenga conto della concretezza e della percezione tattile che possa esprimere il pellame. È sicuramente un grande onore invertire le parti e immaginare un outfit. Per te cara Francesca, penso ad un volume morbido che segua il tuo corpo. Oso con un contrasto di colore delicato, facile da abbinare, ma che possa esprimere una sobria stravaganza che emerge dalla lavorazione plissè. Sono combattuta sulle dimensioni, potresti prediligere una misura più piccola… ma non sarebbe un problema, pensando sempre di  soddisfare i bisogni delle “mie donne” tengo conto della loro statura, delle loro abitudini e gli stessi modelli vengono spesso realizzati in versione mini /medium e small. Ti abbraccio, è stato un piacere».

Poi dietro le quinte Roberta mi spiega: «Questa borsa si chiama HOLLY è realizzata in nappa, pesa meno di 1 kg e si può accartocciare meravigliosamente senza ferirla. Il manico si allunga consentendo di essere portata a mano o a spalla».
E io con questa ultima premura dopo che ha azzeccato una borsa adatta a me (lo dico con convinzione), la ringrazio per il tempo che mi ha dedicato e per tutta la passione che ha dimostrato raccontando una parte del suo fantastico mondo.

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