[SI… VIAGGIARE] DUE MOTIVI (+1) PER VISITARE TORINO SOTTO NATALE

Prima di partire per Torino qualche settimana fa avevo scritto sul blog che nell’aria non sentivo il Natale. Poche ore dopo mi sono ritrovata in una città in cui il Natale si vede in ogni dove; e anche se è apparenza vista la crisi l’ho respirato per qualche ora.

Pertanto con questo post voglio consigliarvi qualcosa da fare sotto le festività invece di banchettare dalla mattina alla sera. Oppure, banchettate con chi desiderate ma non dimenticatevi di onorare la nostra cultura per un discorso personale. La santa cultura che adorna il nostro paese in ogni angolo! Apro parentesi in riferimento a questo: è appena uscito il libro di Vittorio Sgarbi dal titolo Il tesoro d’Italia. La lunga avventura dell’arte. In questo libro, come solo lui sa fare, il mio concittadino ha mappato i tesori del nostro paese in gran parte ignorati e sciupati. Direi che si lega benissimo al discorso che sto per farvi. Chiusa parentesi.
Ritorno al punto: in questo post voglio darvi due motivi (+1) per visitare Torino sotto le feste natalizie al fine di rilassare la mente e il cuore dalle ansietà che viviamo tutto l’anno. Un momento da ritagliare per noi e per gli altri. E sicuramente un modo costruttivo per trascorrere del tempo libero!

Il primo motivo ha un nome ben preciso: Museo Egizio. Si tratta di uno dei musei egizi più antichi del mondo. Viene fondato nel 1824 con l’acquisizione, da parte di Carlo Felice di Savoia, di un’ampia collezione riunita da Bernardino Drovetti che andò in Egitto in qualità di console di Francia. La collezione Drovetti comprendeva più di 5000 reperti di notevole qualità e fu depositata nel seicentesco palazzo che ancora oggi è sede del museo. Poi agli inizi del ‘900 nuove spedizioni archeologiche guidate da Ernesto Schiaparelli arricchirono la collezione di altri 25.000 reperti.
Proprio grazie a questa notevole quantità di documenti storici di grande importanza, il Museo Egizio di Torino è considerato il più importante al mondo dopo quello del Cairo.
All’interno è presente un arco temporale di oltre 4000 anni ed è affascinante che questa cultura sia accessibile a tutti. Io almeno ne sono rimasta molto rapita poichè amo la civilità egizia da quando ho cominciato a studiarla nei banchi di scuola.

La religione, la spiritualità e il culto dell’aldilà sono i temi che racchiudono l’essenza di tutto lo spazio in esposizione. Nelle sale troverete statue monumentali, papiri, stele, sarcofagi, mummie, bronzi, amuleti ma soprattutto oggetti di vita quotidiana che consentono di conoscere questa civiltà. I capolavori da non perdere assolutamente durante il percorso sono la statua del celebre Faraone Ramesse II (è l’ultima che vedete nelle foto), la tomba di Kha e Merit che permette di conoscere abitudini alimentari, di moda e costume di una famiglia benestante egizia e il tempio di Ellesija che stava rischiando di essere sommerso dal lago di Nasser.

Il secondo motivo si chiama Reggia di Venaria e si trova a pochi chilometri da Torino. Si tratta di una residenza europea che fa capire e vivere gli splendori di un’epoca che va da metà ‘600 fino ad oggi. Infatti in quel periodo Carlo Emanuele II di Savoia e la duchessa Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours decidono di costruire una dimora di piacere da aggiungere alla corona di residenze che circorda Torino. Una volta deciso danno l’incarico all’architetto di corte Amedeo di Castellamonte. Il progetto di grandioso impatto scenografico comprende il palazzo, il parco, i boschi per la caccia e un borgo.
Successivamente il progetto passa in mano ad un altro grande architetto dell’epoca: Michelangelo Garove. Il Garove lo modifica e lo rende ancora più maestoso! Insomma, dona alla villa e ai giardini un’aria tipica francese dando al complesso uno stampo europeo, tipico della Reggia di Versailles.
Tra fine ‘700 fino agli inizi del 2000 questa villa diventa una caserma. Scompare il disegno dei giardini, spianati in una piazza d’armi per le esercitazioni militari, e i cannoni sostituiscono i fiori.
Il complesso vede guerre e tanta violenza. Inoltre, diventa preda di vandali che spogliano il palazzo di tutti i materiali riutilizzabili. Inizia così un periodo d’oblio riscattato però agli inizi del nostro secolo grazie alla Soprintendenza dei Bene Culturali.
Fino al 2007 la Reggia ha subito una fase di accurato restauro che alla fine riesce a restituire al pubblico i suoi giardini.

Visitandola si può rivivere la vita di corte, la musica e le sculture di questo periodo. Se non avete ancora messo piede a Versailles, insomma per assaggiare un antipasto, andateci perchè merita veramente.

Il terzo motivo che ho definito +1, come per associarlo poi al mondo social di Google Plus, per visitare Torino durante le feste è sicuramente il clima natalizio donato dalle vetrine dei bar del centro storico. Dopo aver visto la cura e l’attenzione nel collocare oggetti o cibo per creare una scena quasi teatrale, il mio cuore si è riscaldato.
 

E così chiudo il post dicendovi che per il Natale e la sua ricerca sono sulla buona strada. Il post su Torino non finisce qui perchè alla Reggia di Venaria, oltre al suo fulcro storico, ho potuto apprezzare le mostre legate nello specifico alla moda e al lifestyle.

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