[GLOSSY IN THE CITIES] IL VALORE DELLE PERSONE, DELLE PAROLE E DELLA MODA

Sono appena ritornata a casa da un piacevole pomeriggio a Modena. Ho bevuto un caffè con due care amiche che conoscete già perchè ne ho parlato più volte su questo blog. Il ritorno a casa è stato malinconico. Io odio stare sola con me stessa, soprattutto in questo periodo della mia vita: i pensieri riemergono dalle acque gelide dei ricordi. Da un po’ di anni, da quando ho perso la spensieratezza ma ho raggiunto la consapevolezza, alcuni ricordi ho preferito congelarli; come quando prendi quel cibo fresco e lo metti in freezer aspettando l’occasione ghiotta per gustarlo.
Congelare i ricordi per me è un buon motivo per non pensare, per non far scendere una lacrima o per trovarmi impriogionata in qualcosa di triste.
Insomma, durante la strada del ritorno ho pensato ancora a domenica. Domenica non ho presentato solo me stessa ma ho aperto una piccola porticina della mia vita privata.
Ho condiviso, seppure per qualche minuto, uno spaccato di Francesca e di Tina. Una persona importante. Colei che, nel bene o nel male, mi ha insegnato tanto e anche l’amore per la moda.

Lei era mia zia. Io penso di somigliarle in tantissimi aspetti, fisici e caratteriali. Lei ha avuto un coraggio che invidio positivamente: tra gli anni ’50 e ’60, da un paesino vicino Ferrara, si è trasferita a Roma con un sogno e una valigia. In quel sogno c’era l’ago e il filo. Lei era una sarta. Creava per gli altri e se stessa. E io da piccola ho avuto la fortuna d’indossare capi creati da lei (tengo ancora un mitico cappottino rosso con cappuccio che mi cucì addosso alla perfezione).
Erano altri tempi. Era tutta un’altra storia. Per me era una piccola Coco Chanel, forse c’assomigliava pure!
Lei in un qualche modo ce l’ha fatta. Ha potuto infilare il filo nell’ago per degli stilisti importanti… ma c’è una cosa che le ho sempre chiesto prima che non ci fosse più: “Perchè non hai fatto proprio come Coco Chanel? Perchè non ti sei messa in gioco e hai creato una tua linea di moda? Le capacità ce le avevi e ce le hai!”. Queste domande forse ora non gliele farei perchè, come dicevo prima, ho abbandonato la spensieratezza per abbracciare la consapevolezza.
La risposta è stata emblematica: “Perchè ho preferito il valore delle persone, delle parole e della moda. La mia”.

E allora, riprendendo le sue parole, ve lo dico anche io: se non mi butto in certe situazioni, se rimango un po’ nell’ombra o preferisco andare dove mi piace è perchè riconosco il valore delle persone, delle parole e della moda. La mia.

2 Comments

  • Siboney2046 ha detto:

    Che parole toccanti. Ammiro molto il pensiero di tua zia (alla quale davvero assomigli molto) perché è una mentalità che ormai non si trova più ma che è davvero preziosa!

    • Francesca Succi ha detto:

      Credo che tu mi abbia fatto il più bel complimento in assoluto. Dirmi che assomiglio a lei mi emoziona e mi rende felice allo stesso tempo. Grazie!
      Concordo, pensieri e simili fanno parte di una mentalità remota. Purtroppo, direi! :(

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