[FASHION & LOOK] MFW P/E 2014 #5: DOLCE & GABBANA E LAURA BIAGIOTTI

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La fashion week è già finita e piano piano sto ultimando la mia cronaca di questo viaggio meraviglioso. Un viaggio immaginario che riscopre la Sicilia antica, quando la storia si confondeva con il mito, che vede protagonisti Dolce & Gabbana.
Nella loro collezione primavera/estate 2014 i templi e i teatri greci, simbolo della perfezione architettonica classica, sono reinterpretati come in un sogno. È come se un viaggiatore, dopo avere visitato alcuni dei meravigliosi paesaggi della Sicilia antica, volesse ripercorrere nella sua mente quegli scenari unici: quella bellezza, quella magia, quell’incanto potranno essere ritrovati solo in sogno.
Perché è solo nel mondo dell’immaginario che l’inatteso e l’irrazionale si mescolano con la spontaneità e la naturalezza, e la creatività, svincolandosi da qualsiasi logica, diviene sinonimo di follia.
Come in Satyricon di Federico Fellini, i templi e i teatri antichi sono trasfigurati in visioni surreali, che continuano a nutrire e a far sognare gli occhi e l’anima del viaggiatore. L’inatteso con la spontaneità, la creatività con la non-logica, i sogni con la realtà. 
I colori della collezione variano dal nero al rosso, dal crema al verde fino all’oro predominante. I tessuti e materiali sono molteplici: macramè, pizzo di organza, broccato e broccato intagliato, seta laccata, chiffon, organza e pelle stampata a caldo e dipinta color oro. Nelle stampe troviamo di tutto: dalle litografie degli antichi templi siciliani. Stampe delle monete storiche che venivano utilizzate nelle varie città dell’isola. Tradizionali decorazioni delle ceramiche e maioliche siciliane. Fiori di mandorlo stampati, dipinti a mano o applicati per ottenere un effetto tridimensionale. E l’eterno pois.
Tra gli accessori borse (le nuove Eva e Sara insieme ai modelli classici come Sicily e Dolce Bag), scarpe dal tacco a forma di colonna, zeppe e sandali con la suola in legno intarsiato con monete e pietre. Il pezzo forte (che vorrei assolutamente!) è rappresentato dai cerchietti e cinture realizzati con monete dorate.  Per visionare l’intera collezione cliccare qui.
Da Laura Biagiotti, invece, va in scena un florilegio e si rinnova l’incantesimo della moda in un giardino all’italiana che non appassisce proiettato in una stagione senza tempo. Una sfilata che vive in diretta lo spettacolo straordinario di una fioritura con abiti iper femminili che citano una natura di tessuto. L’armadio diventa una serra, le donne sono il vero make up delle città. Sbocciano nei loro abiti a corolla, portano tocchi di colore e di luce tra il grigiore metropolitano. Un’anima delicata si confronta con una più energica: vibra in sintonia con la natura e ne coglie le diverse emozioni e le energie vitali. La moda di Laura Biagiotti è la regista inedita di questo percorso fantastico di rigenerazione, che non è solo esteriore.
Il faut cultiver notre jardin, Laura Biagiotti cita Voltaire sostenendo un nuovo illuminismo creato dalla moda italiana, risorsa primaria del nostro paese.

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