[FASHION & LOOK] MFW P/E 2014 #1: ANGELO MARANI, SIMONETTA RAVIZZA, GUCCI E ALBERTA FERRETTI

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Quando una fashion week inizia con le farfalle nello stomaco poi le farfalle rischi di vederle anche negli abiti. Ed è ciò che è accaduto iniziando la prima giornata di settimana della moda milanese con Angelo Marani. Una piacevole e intrigante riconferma all’insegna della delicatezza. Delicate sono le maniche a tre quarti, morbide morbide, che virano nella forma  romantica a palloncino. I colori caldi e sgargianti, le stampe animalier s’ispirano proprio alla savana in un poutpourri glam e femminile. Non è stata la mia preferita, ma ho apprezzato molto la volontà di mixare l’eleganza e la determinazione; due caratteristiche che accomunano quasi tutte le donne.

Con una nota di delusione invece scrivo della collezione di Simonetta Ravizza. Ho visto pochi tessuti leggeri per qualcosa che ha a che fare con la primavera/estate. Troppo animalier, troppa pelle e troppe calzature pesanti (come gli stivali a gamba alta).
Tra i revival anni ’90 rispolverati ritroviamo il top crop (ancora?!), la salopette e il poncho. Tra le linee classiche i pantaloni a palazzo, sempre molto graditi (almeno dalla sottoscritta). Ho notato anche qualche linea anni ’70 con i pantaloni stretti e le ruches sul polpaccio, per intenderci come quelli che indossava Raffaella Carrà e, forse indossano ancora oggi, i Cugini di Campagna.
Nella tavolozza dei colori, a parte quelli scuri, ho visto cromie nude e un bel corallo. Se devo salvare qualcosa di questa collezione sicuramente c’è l’abito a kimono, una linea che successivamente troviamo anche da Gucci, e il borsalino oversize indossato sulla testa, da una parte, per un’anima gotica.
Ma veniamo a noi e parliamo della donna Gucci. Frida Giannini ci propone una donna veramente tosta, densa, intensa e piena di dettagli. Come una caramella da scartare che sai che non finirai mai. E approposito di caramella, alcuni tessuti sembrano proprio carta preziosa di bon bon.
Ho visto plissè minuziosi in abiti lunghi con una leggera aria anni ’20- ’30 (per intenderci come quella de Il Grande Gatsby). Plissè anche nelle morbide jumpsuite. I colori sono intensi e caldi e il tocco in più è donato da un oro brillante. I pantaloni sporty accompagnano una mise elegante. Insomma tanti contrasti e molta determinazione.
Ho apprezzato moltissimo le linee a farfalla e le lunghe camicie a kimono (l’oriente si sente e d’altronde sono i primi ad acquistare!). Un occhio di riguardo sulle linee è stato dato anche alla Russia. Infatti, nel complesso il tutto ricorda una terra glaciale come quella. Il viola è il colore predominante e per Gucci gli accessori, in particolare la borsa, per la stagione del prossimo anno deve essere ricca di frange. L’unica pecca è quel reggiseno a retina, persistente in quasi ogni proposta, che volgarizza l’outfit; ma calcolando che poi l’indossato che troviamo in boutique è rivisitato rispetto a quello proposto sulla passerella allora salviamo e portiamo a casa.
Chiude il primo giorno Alberta Ferretti che a titolo personale viene incoronata la best player della giornata. Una favolosa riconferma caratterizzata da abiti morbidi, freschi e femminili. Dalla Ferretti ho visto il bianco candido, le gonne al ginocchio molto bon ton a forma di corolla, i ricami e le stampe sovrapposte. La comodità delle ballerine tangerine tango in raso legate con nastri dello stesso tessuto al piede, ma anche abiti lunghi da rimanere a bocca aperta. Con lei ho rivissuto la Sicilia di Dolce e Gabbana, quella sicialianità che mancherà a questa fashion week. Finalmente una donna che riesce ad esaltare la bellezza femminile della donna non calcando la mano, ma stupendo con l’essenziale semplicità. Semplici sono pure le acconciature e gli accessori proposti in sfilata, facilmente riproducibili nel nostro quotidiano: riga in mezzo e un raccolto morbido quasi spettinato. Alle orecchie lunghi pendenti in corallo. Mentre lo scrivo sono ancora qui che ci penso estasiata.
Se la stagione appena conclusa ha visto le righe verticali black&white per la prossima dimenticatevele. La riga vericale ci sarà, ma i colori saranno multipli e diversi di qualche tonalità. Inoltre le tendenze sui capelli sono simili in ogni passerella: lunghi, sciolti, vaporosi o ultra lisci.
Purtroppo mi sono persa la sfilata di Dsquared2. Ho visto solo dopo qualche foto e mi ha colpito per i corpetti dalle forme generose tipiche delle dive anni ’60. Ho apprezzato i toni vitaminici (finalmente qualcuno si ricorda della bella stagione) e i cappelli colorati Audrey style.
Per il resto passo e chiudo. Mi godo il mio compleanno (si, oggi è il mio compleanno) e tra le varie cose da gestire m’imbatto nella seconda giornata di fashion week (in streaming).

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