[SI… VIAGGIARE] ALLA SCOPERTA DI SCILLA TRA MITO E REALTÀ

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Finalmente ce l’ho fatta. Ho trovato il tempo, il modo e l’ispirazione giusta per parlarvi di Scilla, una delle località che ho visitato nel corso delle ultime vacanze estive. Prima di tutto localizziamoci: ci troviamo in Calabria quasi sulla punta del tacco (visto che è un blog di moda questa dicitura ci può stare), vicino la città di Reggio Calabria.
Sono partita per Scilla senza nessun pensiero. Non mi aspettavo nulla e probabilmente è stato meglio così. In testa avevo solo il nome: Scilla. L’ultima volta che l’ho sentito ero alle medie, sui banchi di scuola ai tempi dell’Odissea.
E tutto l’aspetto mitologico si respira nell’aria. Perchè tra mitologia e realtà ci passa un filo sottile, quello dell’immaginazione.
Un mare incontrastato, quasi infinito (e quel senso d’infinità del mare è tipico del sud), accarezza una piccola lingua di terra che presenta molteplici caratteristiche. Un viaggio da presente e passato. Tra divertimento contemporaneo e quello di una volta.
La via marina è la zona più contemporanea dove la movida è attiva tutto il giorno. La spiaggia non è larghissima, e si presenta a ridosso del corso dove passeggiare, ma è ricca di attrazioni: campi da calcetto, beach volley e tanti locali dove poter mangiare pesce o dissetarsi semplicemente con una granita. Come quello in cui mi ero fermata circa a metà strada per prendere una granita al limone. Non aspettatevi ghiaccio e sciroppo, ma una crema vellutata da far sciogliere in bocca e mandare giù malincuore per non poterne godere ancora. 
Spostandosi verso il castello dei Ruffo di Calabria, un castello incastrato su una roccia affacciato sul mare, si arriva verso il cuore di Scilla. Prima di percorrerlo tutto una tappa occorre farla al porticciolo dove riposano i pescatori con le barche.
La barca per un pescatore è sacra e lo capisci dalla cura che ha nel curarla nel tempo libero, quando non è ora di pesca. Un rapporto magico, quasi surreale.
Da quì ci si può addentrare nel cuore di Scilla. Un cuore fatto di fitte salite e discese, come quelle che ti prendono il cuore durante la fase dell’innamoramento. Le viuzze strette sono tipiche delle località marine, ma di quelle che hanno fatto leggenda. Viuzze non chiuse, ma aperte con fessure che guardano il mare. Scorci mozzafiato dove l’ombra e il movimento del mare regnano. 
A questo punto, verso il tramonto, l’ultimo saluto a Scilla dev’essere fatto dal Castello Ruffo di Calabria che custodisce uno dei fari più belli. Un castello insolito, diverso da come pensiamo. Nessun fasto, ma solo molta semplicità. Come a non voler rovinare uno scenario e quell’incantesimo che si raggiunge verso le venti: il tramonto sullo stretto di Messina. E a bocca aperta continuo a sognare.


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