[REVIEW] LA BELLA LAVANDERINA… E DAI UN BACIO A CHI VUOI TU!

La bella lavanderina che lava i fazzoletti
per i poveretti della città.

Fai un salto, fanne un altro,
fai la giravolta, falla un’altra volta,

guarda in su guarda in giù
dai un bacio a chi vuoi tu.

Ditemi che non ero la sola a cantare questa canzoncina giocando con i compagni di classe, magari durante la merenda. E con la merenda in mano e qualche briciolina attorno alle labbra nella pelle tenera.

Ah, quanti ricordi… mi viene voglia di chiedere al Signor Tempo di ritornare indietro, giusto per cantarla ancora con la cantilena tipica da seienne!

Perchè mica m’immaginavo da piccola di doverla fare poi sul serio la lavanderina. Da piccola vedi la mamma, la nonna o la zia fare la lavatrice e stendere i panni. Ricordo ancora che, quando effettuavano l’ultimo passaggio, il più fastidioso, gongolando e con la mia solita prontezza cominciavo discorsi importanti: «Maaaaaaaa lo sai che Bunny di Sailor Moon ha lo scettro lunare? Lo voglio anche io lo scettro lunare perchè mi serve per combattere le ingiustizie nel mondo». «Maaaaaaa lo sai che Creamy ha i capelli bellissimi, sofficissimi e coloratissimi». E v’ho detto tutto, anzi solo una minima parte!
Così, per me, l’atto di fare il bucato è qualcosa di sacro. Una rievocazione, un percorso e un modo per ricordare l’infanzia. In questo processo mi aiuta moltissimo l’olfatto: l’odore di fresco e pulito dei capi appena usciti dalla lavatrice, ma soprattutto, appena asciutti grazie a una giornata primaverile. Anche se non c’è lavanda come “sottofondo”, associo sempre tutto ai giardini de Provence.
Quell’odore, come una addizione perfetta, risultato della combinazione di detersivo e ammorbidente. Di quest’ultimo ne vado ghiotta, come se si potesse mangiare! Venivo e vengo puntualmente sgridata, perchè bisogna rispettare le dosi, per la mia voglia di abbondare sull’ammorbidente. Ne basterebbe un bicchierino di quello concentrato. Ne basterebbe, appunto.

Così con questa premessa ho provato in anteprima (ancora non li trovate in commercio) questa nuova linea di ammorbidenti per il bucato: la pace dei sensi. Gli ho voluti provare con tranquillità e naturalezza, perchè i capi – oltre che essere scelti ed acquistati – vanno anche curati. La cura durante il lavaggio è fondamentale per un capo! E non tutti lo fanno o se ne accorgono. Che male c’è a prendersi cura di qualcosa di caro che ci piace tanto e per cui a volte, la maggior parte, spendiamo cifre folli?

Una linea tutta da scoprire, dai nomi particolari e con profumazioni non banali: oro e fiori di vaniglia, gelsomino scarlatto, topazio e magnolia, risveglio primaverile, ametista e bouquet fiorito, tocco di purezza. Lenor con questa linea ha voluto combinare una duplice dolcezza per il tatto e per l’olfatto.

Il mio preferito è oro e fiori di vaniglia. Lo adoro soprattutto nelle federe dei cuscini e nelle pashmine; come quella che mi è stata regalata in questa romantica scatola. Perchè mi piace chiudere gli occhi e affondare il naso nel tessuto per “risucchiare” con il respiro tutta l’essenza; un po’ come il protagonista de Il profumo di Suskind.

E quindi, come si riconosce il piacere? Grazie alla primavera, al sole e alla voglia di vivere. E soprattutto, nelle piccole cose. Proprio come queste. 

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