[TEMPO LIBERO] ANNUSO IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO

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Ieri su facebook ho postato questa domanda nello stato: “Vi siete mai innamorati dell’odore della pelle di qualcuno?”. Mi sono sentita meno sola scrutando le risposte. Credevo di essere l’unica pazza che annusa la pelle del proprio uomo, oppure, che gli regala il buongiorno annusandogli il collo. Mmmmmh, la mia parte preferita!
Non saprei come definire questa mia passione-ossessione. La definisco così?!
Provo un senso di benessere quando sento odori vicini al mio Io. Mi sento più vicina alla madre-terra.
Prima di sviluppare il mio olfatto, credevo di essere la reincarnazione di un cane da tartufo. Perche io, Francesca, annuso di tutto: dal cibo alle cose, dai luoghi alle persone. Prima di gustare un vino lo annuso; prima di mangiare qualcosa che non conosco la annuso; quando passo vicino ad un cespuglio di rosmarino sfrego bene le mani nella pianta e poi le annuso;  durante il giorno mi annuso. Si, annuso me stessa. La mia pelle, i miei vestiti, la mia sciarpa. Quando sento la mancanza di una persona annuso i suoi vestiti. Mi donano serenità. Gli abiti che mi danno più soddisfazione sono i pigiami: in essi è concentrato tutto l’umore di un periodo della giornata particolare; il riposo, un sospiro, l’amore, il risveglio.
C’è stato un periodo che andavo fuori di testa per l’odore stantìo dei garage sotterranei e le vecchie cantine. Non chiedetemi perchè! Provo quasi un senso d’imbarazzo a scriverlo. Perchè la mia non è ossessione da profumo; quello noto, famoso, bla-bla-bla. 
No, la mia è passione per l’odore della pelle. Il segno distintivo di ogni persona. Quell’odore che crea attrazione, alchimia, empatia…
L’odore della pelle senza nessun contrasto. Senza nessun sapore. Solamente da annusare, così com’è. Così come si presenta: nuda e cruda.
Ci sono persone che sanno di biscotto appena sfornato; e sono dolci, accoglienti, a tratti malinconiche. Ci sono persone che sanno di alcool puro; sono aspre, ciniche, respingenti. Ci sono luoghi zeppi di odori: le biblioteche, i teatri, i caffè… e lì vado in confusione. Inebriata da troppi elementi da distinguere. Poi ci sono persone senza odore. O meglio, ho conosciuto persone in cui non sono stata capace a coglierne l’odore. Non mi hanno lasciato nulla, il vuoto. 
Ho trovato più personalità a livello olfattivo nelle pagine di un libro che in tante persone. Ricordo che il libro con l’odore più bello era quello di religione delle scuole medie: sapeva di olio… che odore ha l’olio? Non saprei definirlo, però ce l’ho mappato nella mente. E con esso tanti altri odori che non so descrivere a parole.
Però una cosa mi piace dirla di me stessa: 
 
Io provo odore.
Io provo amore.

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