LA BORSA È LA MIA VITA

Ore 9.00
Luogo: la posta in città. I protagonisti: un ladro e una donna amante della moda. 
Siparietto: «Fermi tutti, questa è una rapina. Tu, smorfiosetta dall’aria da bimbetta: o la borsa o la vita!». La smorfiosetta, per nulla impaurita, rispose senza paura: «Tiè (facendo un simil gesto dell’ombrello), fossi matta, con quello che m’è costata. Vera pelle, rosa cipria e del mio stilista preferito. Prenditi pure la mia vita se hai il coraggio, tanto con la crisi me la stanno togliendo in molti, ma la mia borsa non te la dò! Proprio no».
E il ladro: «Personcina di poco conto, tieniti la borsa e pure la vita. Una donna che baratta la sua vita per una borsa, una qualsiasi borsa, non merita l’interesse di un ladro fuoriclasse. Saresti una vittima sacrificale di poco valore da scrivere sui giornali. Meglio una vittima più insicura e meno attaccata agli oggetti materiali!».

Un ladro, quasi gentiluomo o forse schifato dalla risposta della bag addicted, ebbe compassione della poveretta per merito/colpa della sua preziosa borsa. 

Morale della favola? 
“I ladri ti chiedono la borsa o la vita, mentre le donne le esigono entrambe” (Samuel Butler)

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