LA CLASSE IN SPIAGGIA NON È ACQUA SALATA, MA EMULSIONE CONTRO IL CATTIVO GUSTO

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Prima di chiudere definitivamente la porta virtuale di questo blog in vista delle vacanze, voglio dare nuovamente il mio contributo per una giusta causa: quella del buon gusto in spiaggia. 
Troppe volte, e troppe persone, si dimenticano le buone maniere a pochi metri dalla riva del mare. Niente di più sbagliato! La spiaggia e il mare sono preziosi luoghi pubblici di relax che richiedono un condensato di educazione per il rispetto reciproco – nel senso umano – e dell’ambiente. 
E allora adesso vi dico ciò che a me da fastidio e cosa eviterei come donna in fatto di look. 
Una classifica, se così possiamo definirla, del tutto personale ma condivisibile per chi parte con il presupposto di riposarsi e godersi qualche attimo di relax. 
1. Non sopporto il vicino di ombrellone che occupa lo spazio altrui e non chiede neanche il permesso, in maniera gentile, di occuparlo.

2. Non sopporto il puzzo della sigaretta sotto il naso a due passi dal mare e neanche le cicche nascoste nella sabbia. Dovrebbero vietare di fumare anche in spiaggia!
3. Adoro i bambini, ma non i genitori maleducati che permettono ai figli l’inammissibile; come ad esempio gettare sabbia con le palette ai vicini d’ombrellone, gridare, frignare per non aver acquistato il pezzo di cocco dall’uomo cocco-bello o addirittura schizzare dopo aver fatto il bagno. Solo per citare degli esempi. E badate bene che non è colpa dei bambini, ma dei genitori!

4. Non sopporto dover sorbirmi i gusti musicali altrui provenienti dalle squallide radioline con volume a palla. Hanno inventato gli auricolari e allora utilizzateli.

5. Non sopporto dovermi trovare spiaccicata una palla da beach volley o una pallina da tennis sulla faccia o in altre parti del corpo. Andate a giocare negli spazi appositi. Regola valida non solo per i bambini!

6. Non tollero chi urla. Perchè in spiaggia tutti lo fanno?

Per chi pecca in questo, dentro il bagaglio, assieme alle tante cianfrusaglie, un buon manuale sull’educazione non guasterebbe. 
E ora passo al cattivo gusto in fatto di stile. Ogni anno in qualsiasi spiaggia c’è materiale fertile per i figli dei nostri figli. Su questo non sto a sindacare sulla mancata forma fisica; ci sono persone con corpi nettamente imperfetti che hanno classe da vendere. Mi fiondo piuttosto sull’attegiamento di stile di alcune donne quando tolgono il caftano (se poi utilizzano quest’ultimo per venire in spiaggia). 
1. No, no e poi no all’agghindamento in spiaggia. Cosa mi rappresentano orecchini a lampadario ultrascintillanti o cavigliere abbaglianti sotto il sole? Il mio motto? più libera sono e meglio è! Non solo per una questione pratica, ma anche di finezza. 
2. No al perizoma e al reggiseno micro che copre solo il capezzolo. La spiaggia non è un night club!

3. No al trucco. E chissenefrega se hanno creato la linea waterproof! Secondo voi è bello vedere una donna con il trucco colato e sgocciolante come un ghiacciolo alla fragola? Mascherone assicurato!

4. No all’abbronzatura esasperata modello cotoletta-milanese-bruciacchiata. A parte che l’eccessiva esposizione al sole fa malissimo alla pelle (anche con la protezione!), ma poi l’abbronzatura da giamaicana non va più di moda. Te capì? (alla milanese, sempre per rimanere in tema)
5.  No all’untura generale di tutto il corpo con l’olio di semi di girasole o simili. A dir poco raccapricciante. E se mi metto nei panni del povero asciugamano che deve accogliere sdraiato il corpo unticcio, mi viene il panico per lui!
6. No all’alcool sotto il sole. In 26 anni di vita ho visto di tutto, persino donne bere birra a canna nelle ore più calde della giornata, sotto il sole. E con rutto! Potrei passare sopra il bere dalla bottiglia (in casi estremi senza bicchieri lo si fa), ma bere birra o simili in spiaggia proprio no. Fatelo piuttosto nel bar dello stabilimento tra una chiacchera e l’altra. Ma al calar del sole!

Concludo con un solo si. Buon gusto, educazione e divertimento sempre: questi non andranno mai giù di moda!

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