MEGLIO POCO, MA BUONO. E SE PUOI TANTO, ANCOR DI PIÙ!

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Quella santa donna di mia zia, da quando mi ha dato il potere di fare shopping da sola, e più precisamente dopo i quindici anni, diceva sempre: «Ricorda come spendi i soldi: meglio acquistare una cosa – una sola – ma di qualità (e che può costare tanto), che cento senza valore». In poche parole, meglio investire su qualcosa di buono rischiando di spendere tanti soldi, che puntare sulla grande quantità ed essere costretti a riacquistare quella cosa più volte; con lo scotto di spendere il doppio e poi finire sull’acquisto di qualità.
Inizialmente, le davo poco ascolto. Poi da quando ho cominciato a lavorare e a capire il valore dei soldi, sono diventata più saggia e oculata.
Una massima che sto applicando da tempo su qualsiasi oggetto che acquisto: dal cibo al make up, dall’accessorio all’abbigliamento. E con questo non sostengo che tutto quello che si presenta molto costoso sia di qualità. Prezzo alto, di solito, non fa rima con alta qualità. Anzi! Ci sono casi in cui si spende tantissimo per qualcosa – di tanto desiderato – che poi si rivela una ciofeca. Vero? Basta agire con intelligenza e astuzia, soprattutto in tempi di crisi come questi.
Ad esempio, la prima volta che ho messo piede a Firenze sono rimasta colpita dagli articoli in pelle presenti nel Mercato di San Lorenzo. Sto parlando della famosa pelle toscana che non ha brand, ma ha un valore e un brand nella caratteristica del nome. Per dirvi, che preferisco una borsa di pelle del mercato suddetto che un plasticozzo del solito market low cost dalla durata limitata, anzi, limitatissima. 
Poi ci sta pure l’acquisto stracciato, a volte conseguenza di shopping compulsivo o di una terapia per mandar via la sindrome pre-mestruale, ma tenendo a mente sempre la qualità, l’uso e il consumo dell’oggetto acquistato. 
Perchè, crisi o non crisi, io ho cominciato a dire no alla bigiotteria scadente che si sfalda cadendo a terra; t-shirt sbrindellate e ristrette dopo il primo lavaggio, o peggio ancora, borse con la cerniera rotta dopo la prima trasferta fuori porta. Come ad esempio, è meglio un pranzo o una cena con meno frequenza nel ristorantino esclusivo dove si mangia bene, che tutti i weekend in quello scadente. Se poi potete andare nel primo come e quanto volete, meglio ancora!
E per chi non andrà al mare, in piscina o semplicemente in vacanza… buono shopping. Di qualità!

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