IL CASO// I NODI AL PETTINE DELLE FASHION BLOGGER

Le premesse sono a conoscenza di tutti. L’articolo della discordia è questo e il boato che ha suscitato è pari all’esplosione di una bomba atomica (tra le fashion blogger). 
Almeno qui, tra le mie mura, dico la mia in santa pace. Cosa ne penso? Ho una lista di pro/contro questo articolo, le fashion blogger e gli addetti alla comunicazione di molte aziende. 

CONTRO/PRO L’ARTICOLO
Contro: nell’articolo si legge “… Secondo alcune indiscrezioni, infatti, la nuova “star” interverrebbe agli eventi soltanto dietro un compenso a quattro zeri. La notizia, poi, è stata confermata da un’altra casa di moda che aveva provato a contattare la giovane ragazza per partecipare a una presentazione“.  Io, secondo alcune indiscrezioni, non tocco neanche la tastiera per scrivere un pezzo; come g-i-o-r-n-a-l-i-s-t-a. Le indiscrezioni le lasci al caso e non si riservano per un articolo di giornale, oltrettutto con cadenza e importanza quotidiana. Se poi è stata confermata da un’altra casa di moda, non significa nulla. La prova sul tema principale, l’evento Stefanel, non c’è, non è stata per ora provata – e sempre per ora – non sussiste. Sarà, ma sono ancora una giornalista vecchio-stampo.

Pro: l’articolo viene chiuso così: “… Ma da domani in poi, ovvero da quando i blogger inizieranno a battere cassa, cosa cambierà? Innanzitutto verranno al pettine i veri contatti, i click reali generati da loro (e non più solamente il numero spropositato di post che vengono scambiati per notizie). E soprattutto si ritornerà a parlare di una delle caratteristiche più importanti e preziose per la moda: la qualità. Il sogno di un bene di lusso, infatti, si sgonfia come un palloncino di fronte a una ragazzina mal vestita che si fa fotografare su un marciapiede”. L’unico punto che condivido è questo, soprattutto dove si parla di qualità. L’ho sempre detto e pubblicato più volte sul mio blog. L’ho sempre sostenuto come giornalista e persona che ci tiene ad avere una cultura fondata su questo mondo, perchè alla fine è il mio mestiere (e lo sta diventando sempre di più!). Il punto cruciale è che il mondo della moda è frivolo (sebbene io lo adori alla follia!), e probabilmente è bello anche per questo. A pochi – e non ho detto tutti – brand interessa la qualità; sono piuttosto attratti dai numeri, l’immediatezza, il riscontro raggiunto alla velocità della luce. Riscontro che può anche non avere un target (della serie: non mi interessa come se ne parli, m’interessa che se ne parli!).

    CONTRO/PRO FASHION BLOGGER 
    Contro: alcune sono noiose, spocchiose, pretenziose, altezzose, invidiose, rumorose… Troppe, davvero troppe, emulano star solo perchè invitate all’evento fescion (pronunciato volutamente in maniera volgare) o solo perchè omaggiate di prodotti per recensioni di dubbia utilità (se permettete sono capaci tutti di stendere il prodotto su una mano, sulle labbra e le unghie e chiedere: come vi sembra?). Siamo nel 2012, la crisi mondiale è imperante, ognuno di noi viene sostituito quotidiamente con la facilità dello scambio delle figurine a ricreazione… Insomma, a far la differenza, non è di certo l’autocelebrazione, il suscitare invidia alle povere follower per aver partecipato alla festa vip di Tizio o al cocktail party di Sempronio. La differenza la fa il curriculum, lo studio, la partecipazione attiva verso gli aggiornamenti e gli stimoli esterni, la curiosità, e soprattutto, l’umiltà! 

    Pro: Altre, invece, che seguo quotidianamente e volentieri sono preparate, disponibili, brave e umili. Veramente! Chi ha la classe dei contenuti, li propone con una umiltà che ti spiazza.
    Riallacciandomi sempre alla crisi, c’è da dire che le appartenenti al settore possono essere lodate per la voglia di imporsi sul mercato del lavoro in qualità di fashion blogger (o come strumento di comunicazione per i brand), contro la crisi dell’occupazione giovanile. Qualcuno l’aveva pure detto: i giovani devono inventarsi un mestiere. Questo qualcuno è stato preso in parola ed è presto detto. E fatto!

      CONTRO/PRO RESPONSABILI – ADDETTI DELLA COMUNICAZIONE DEI MARCHI
      Contro: potrei iniziare un discorso da far invidia alla Divina Commedia per quantità di parole e argomenti. Mi limito a dire che troppe volte i brand peccano di superficialità, donando garanzie ai numeri e al mucchio (vero o presunto) in vista sui vari blog. Non si limitano nemmeno a leggere tre post di seguito, che le domande di getto sono: quanti follower hai? stai seguendo brand? quali sono le statistiche del tuo sito? Non dico che queste non siano importanti, per ogni prodotto editoriale o “pseudo” tale lo sono, ma non è tutto. Il blog può essere paragonato ad una torta: se è solo bella, all’assaggio, cosa mangi? Traete voi le conclusioni. Come professionista non condivido alcune strategie di comunicazione adottate, ma questa è una mia opinione personale e prendetela com’è; soggetti sacri e profani della comunicazione.

      Pro: mi metto nei panni di alcuni addetti della comunicazione (come sono stata) e capisco che non è facile. Le direttive che vengono dall’alto devono essere eseguite, giuste o sbagliate che siano. Quindi, non bisogna proprio prendersela con i singoli e con i riferimenti delle aziende: sono solo un tramite. E capita sempre così: i “tramite”, gli stessi che prendono ordini dai loro responsabili, ci mettono la faccia e risultano colpevoli (o solo vittime del sistema).

        CONCLUSIONI
        Qualcuno leggendo questa lista di pro e contro verso tutti potrebbe attaccarmi dicendo: ma tu sei giornalista, allora perchè ti consideri fashion blogger? oppure… parli così perchè sotto sotto vorresti anche tu partecipare all’evento vips-chic-glam
        Rispondo (almeno su queste): Si, sono giornalista ma amo tanto questo settore che, dove non riesco a scrivere e pubblicare, mi limito in questo spazio a rendere pubblico. Non c’è nulla di male, come non mi sento svilita, deturpata o declassata se qualcuno mi definisce anche fashion blogger. Ho instaurato tanti contatti con il blog, perchè rinnegarli? Non rinnego nulla, tranne chi non lavora con rispetto. Questi sono depennati, almeno per me.
        Per la seconda domanda mi viene da ridere. Per far conoscere il mio blog e farmi inviare comunicati stampa o altre informazioni ho contattato diversi brand, ma mai ho immaginato che qualcuno potesse invitarmi come blogger (anche perchè il mio blog è ancora acerbo). 
        L’evento vips-chic-glam non è la mia massima ambizione nella vita, ma se capita perchè no?! 
        Però, mi emoziono di più a seguire una stilista, soprattutto emergente, e a captare le emozioni della stessa nella produzione delle collezioni. O semplicemente, stare a stretto contatto con lei per vedere dove reperisce le stoffe o quali utilizza per i suoi capi. Mi sento più unica, rispetto ad una festa dove ce ne sono tante, e io tra queste tante. E lo dico con profonda umilità!
        Mi piace più definirmi blogiornalista di moda a tutto tondo a caccia di nuove tendenze, con tutti gli strumenti che ho a disposizione per catturare gli attimi, i dettagli e il lavoro. Da curiosa e comunicatrice.
        Chi mi segue non è stato costretto da giveaway o stratagemmi vari per iscriversi. Guardandoli sono pochi, ma meglio pochi e buoni. La quantità non è il mio cruccio.
        E comunque, non sono solo i follower iscritti a determinare il risultato delle statistiche. Sappiatelo!
        Per il resto spero di non aver fatto torto a nessuno. 
        Alla fine, anche questa è moda!

        Ps. Scusate se ho inserito prima i contro, mi piace andare in contro-tendenza.

        4 Comments

        • Teresa Morone ha detto:

          Giusto ! l’umiltà è una delle cose che ti permette di migliorare e imparare utile sopratutto a chi (come me ad esempio ) non lavora e non ha studiato per il settore . Io penso che la “fashion blogger ” debba essere una persona di classe ,che condivide il suo gusto nel vestire (se ce l’ha ) e proprio grazie a questa posizione “privilegiata” debba essere professionale e educata nei confronti di pr e aziende . Per contro ci sono degli articoli veramente denigratori sulle fashion blogger che colpiscono ragazze che magari non hanno nulla a che fare con la spocchiosita .
          Baci http://thefashiondiet2.blogspot.it/2012/04/want-to-be-thefashiondiets-best-friend.html

        • Valeria ha detto:

          Condivido in pieno tutte le tue considerazioni…io, nella vita faccio tutt’altro, ho aperto x gioco e scrivo di moda, senza sentirmi una giornalista, ma mi diverto a scrivere a voce alta quello che avrei scritto in un diario, dove avrei messo tanti ritagli dalle passerelle e accessori da sognare o comprare…ed e’ perfettamente vero che, di contro a tante sceme che ogni giorno si fanno fotografare dal fidanzato ( ma siamo in un mondo libero e non mi sento, in fondo, di criticarle, non fanno male a nessuno… ) ci sono tante ragazze appassionate, che scrivono davvero bene, che si documentano ed è un piacere, ogni giorno, passare dai loro blog e leggere 3 righe di vita e/o passione del giorno…mi piace molto anche il tuo, ti ho trovato per caso su paperblog ed inizio a seguirti!!! A presto.

          http://www.rockandfrock.com

          • Francesca ha detto:

            Ciao Valeria, grazie anche a te per aver lasciato la tua opinione. Io rispetto tutti, sia quelli pro che contro; sempre per rimanere in tema. Condivido anche le tue puntualizzazioni e ti ringrazio infinitamente per le belle parole sul mio blog. Ci metto tanta passione e sono sempre a caccia di persone con tanto talento. Raccontarle, per me, è un gran piacere! Ti seguo anche io ;-)

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