NON SI FINISCE DI CRESCERE, MIGLIORARE E IMPARARE (MAI!)

A due giorni dalla pubblicazione della famosa video intervista e dell’articolo di Carla Gozzi, mi sono piovute delle critiche; come è giusto che sia.
Critiche positive e negative, a cui voglio rispondere per una questione di correttezza. Di base resta il titolo di questo post: non si finisce di crescere, migliorare e imparare. Quello mai!
Partiamo con ordine e per punti (che mi piace tanto) :
  • A chi ha criticato la qualità dell’immagine: avete ragione. Ho avuto problemi con la vecchia mini videocamera che mi sono portata dietro e sto provvedendo per sostituire l’attrezzatura tecnica a mia disposizione. Inoltre, in quel contesto, le luci non mi hanno aiutato. Non drammatizzo su questo, ma ovviamente si può fare meglio. Sempre meglio.
  • A chi ha criticato la mia postura: sinceramente non me ne sono accorta. Ho agito,  e mi sono mossa, con spontaneità. Assieme all’intervistata non avevamo concordato nulla, tranne la possibilità dell’incontro. E’ nato tutto così in maniera naturale. Mi dispiace se sono sembrata goffa o impacciata, non era mia intenzione trasparire in questo modo. Ovviamente, avrò tempo per migliorare e padroneggiare la scena. Comunque, non sempre la telegiornalista o l’intervistatrice deve prendere l’intera scena. Penso che chi viene intervistato si merita il centro dell’attenzione a tutto tondo. Però questa critica che ci può stare tutta.
  • A chi ha criticato la mia dialettica: sicuramente potevo essere più sicura, ma ero emozionata per la situazione e il contesto. La persona ha prevalso sulla professionista. Forse questo è un male, perchè la comunicazione standardizzata offerta dai media oggi è molto impostata e fredda; basata e costruita su regole precise. Ma io ora non sto lavorando per un canale televisivo. Faccio questo come passione e palestra che mi potrà servire per migliorare verso il sogno del telegiornalismo. 
  • A chi ha criticato il mio dolcevita: della serie chi di stile ferisce, di stile perisce. Ebbene, ora spiego pure questa. Il giorno dell’intervista è stato per me tragico sotto diversi punti di vista e nel vero senso della parola. Ho provato una sensazione di freddo per tutto il giorno. Freddo corporeo e psicologico. Ho optato per un “banale” dolcevita per coprire la gola e perchè avevo “banalmente” freddo. Quel giorno mi sentivo così e ho indossato i panni del mio umore.
    Se è per questo avevo anche gli occhi rossi e i capelli elettrici! Ma quello ancora nessuno l’ha notato (fiuuu!).
Ovviamente, c’è molto da lavorare ma se qualcuno finora ha creduto in me, penso che abbia trovato del terreno fertile su cui lavorare. Un terreno fatto di basi culturali, passione e tanta volontà.
Ringrazio tutti coloro che mi spronano positivamente e mi abbattono criticamente. Tengo in considerazione entrambi i modi di agire e pensare. Rispetto tutti.
Perchè, alla fine, se ho deciso di fare questo mestiere, e mi batto per diventare telegiornalista, significa che ho messo in conto anche il lato più critico fatto dalle opinioni e i consigli della gente. Quella che mi vede e a cui arrivo.
Ecco, arrivare. L’importante è arrivare e arrivarci. In tutti i sensi.

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