LA LEGGE DEL PROFUMO

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Ho sempre dato una grande importanza ai profumi. Quelli dell’aria, degli ambienti e della pelle.
Ho sempre pensato che tra i cinque sensi, l’olfatto, è quello più personale e difficile da allenare. Uso il termine sempre, perchè sin da bambina mi avvicinavo alle cose  e alle persone in base agli odori (neanche fossi un segugio).
Il primo odore che iniziai a conoscere (e amare!) è quello della mamma. La pelle, la bocca, il seno…sono i primi cardini che poi ti porti dietro per tutta la vita. Ricordo il sapore della mia: la sua pelle candida mi ricordava lo zucchero, sebbene non conoscessi l’elemento zucchero. Che odore sa lo zucchero? E’ dolce e coinvolgente. Sa di caldo e di buono. Forse tutte le mamme sanno di zucchero. O almeno tutte le persone che crescono un bambino dall’infanzia. 
Poi sono arrivati i primi odori artificiali fatti di sostanze contenute nel borotalco, nel bagnodoccia e nello shampoo. A questo associo l’odoro/sapore di camomilla, per tutte le volte in cui i miei capelli sono stati lavati con il famoso Johnsons Baby.
Subito dopo, sinceramente, ho un vuoto. Forse fatto di sperimentazioni. Mi ritrovo direttamente a qualche anno fa, in cui ho cominciato a selezionare i profumi che riconosco come seconda pelle. Ho iniziato con J’adore di Dior per passare a The One di Dolce & Gabbana fino a Flora di Gucci.
Una persona che conosco mi ha sempre detto: il profumo è il tuo secondo biglietto da visita. Se comincerai ad utilizzare sempre quello per molti anni, verrai riconosciuta per questo. Sarà il tuo segno distintivo. Fidati. 
E’ vero! Ma forse io sono ancora nella fase di sperimentazione e non ho ancora trovato un profumo che mi rapisca al punto da sentirlo mio per un lungo periodo. Facilmente spruzzo su di me le provette regalate in profumeria a fronte degli acquisti consistenti. E puntualmente, dopo averli finiti, non mi ricordo più il loro nome. O perlomeno, non hanno fatto “colpo” sulla sottoscritta. 
Se c’è poi una cosa in cui credo è la natura e gli odori che produce naturalmente. Da poco ho scoperto l’essenza di bergamotto e senza questa non so stare. Mi dona immediatamente un senso di freschezza e beatitudine. Ne sono così dipendente che la bevo pure. Ergo, ho trovato un tè verde aromatizzato al bergamotto di cui vado ghiotta.

E se poi devo scegliere, preferisco l’odore della pelle. Quello naturale che solo il nostro corpo riesce a produrre. Affermando ciò mi viene in mente un romanzo che lessi qualche tempo fa (e che consiglio vivamente per farvi capire l’importanza degli odori e dei profumi). Si chiama proprio Il Profumo di Patrick Suskind.

Perchè come dice una famosa citazione tratta da questo libro…
Gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi ai profumi. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo scendeva in loro, direttamente al cuore e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l’amore dall’odio. Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.

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