IO UN PO’ COME FANTAGHIRO’

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Fantaghirò
Sono finite le festività natalizie. Questa sera ho fatto un flash back mentale: 10-15 anni indietro all’incirca. Mi sono ritrovata sempre in questo periodo, o giù di lì. Chi è della mia generazione si ricorderà che l’appuntamento fisso televisivo del natale era la saga di una favola fantastica dal titolo Fantaghirò. La protagonista era Alessandra Martinez, la ballerina diventata poi attrice, nata il mio stesso giorno oltretutto (il 19 settembre).
Perchè cito una favola? Un pò per ricordare i vecchi tempi in cui io e la mia sorellina, poco più piccola, aspettavamo quell’appuntamento, per emozionarci di fronte alla tv e per vedere il bel principe Romualdo e il cattivo/buono Tarabas. Ma anche perchè io sono sempre stata etichettata la Fantaghirò della situazione. In famiglia, nella vita privata, nel lavoro…

Ho avuto anche una strega bianca: la mia zia-mamma. Colei che mi ha insegnato a non aver paura di nulla. Così mi diceva da piccola: “Tu non devi avere paura di nulla, nemmeno del re!” E io me la ridevo di gusto come solo una bambina spensierata può fare.
Come Fantaghirò, ad ogni ostacolo, le dicevo di non farcela. E lei mi ha sempre spronato verso l’infinito: “Solo se ci proverai, potrai dire di non farcela. Ma nemmeno in quel momento puoi fermarti perchè solo le cose non intraprese sono impossibili”. E questo mi ricorda un pò il dialogo che Fantaghirò ebbe con la strega Bianca, impersonificando il Cavaliere Bianco, che le insegnò le arti della difesa con la spada.

Cavaliere Bianco: «Troppo vicino… Manda la freccia oltre la collina, colpisci il Sole!»
Fantaghirò: «Ma è impossibile»
Cavaliere Bianco: «Sono impossibili solo le cose non intraprese, mira al Sole e tira».
Fantaghirò: «Ma non riuscirò mai a raggiungerlo»
Cavaliere Bianco: «Questo lo potrai dire dopo averci provato, metti al bando la parola impossibile. Tendi di più, di più, con tutte le tue forze… Ancora di più. Scocca!»

E ora per chi non se la ricordasse, un sunto della favola. Per chi mi conosce, sa che in me c’è tanta Fantaghirò.

Narra la storia di Fantaghirò, principessa ribelle e coraggiosa, che con sprezzo del pericolo, osa rompere gli schemi di una sua tranquilla vita di corte, per affrontare mille peripezie irte di difficoltà. In un mondo medievale di fantasia nasce Fantaghirò, terzogenita di un Re che non nasconde la delusione che questo “lieto” evento gli provoca, poichè dopo due figlie femmine, sperava vivamente nell’arrivo di un erede maschio, che potesse in futuro prendere le redini di un regno bersagliato dalle continue lotte di una guerra in atto ormai da secoli.
La piccola principessa, cresce in quest’atmosfera particolare e man mano che passano gli anni, manifesta sempre più il suo carattere decisamente poco femminile, o almeno, non in sintonia con le usanze dell’epoca.
Di sicuro non è disposta a seguire i soliti canoni che la vorrebbero remissiva, tutta casa e attività domestiche, sposa consenziente a un uomo scelto dal padre. Lei è caparbia, poco arrendevole e poi mai sposerebbe un uomo che non ama!
E’ proprio per sfuggire a un imminente matrimonio, che Fantaghirò si rifugia nella foresta, dove fa un incontro che segnerà il suo destino.
Dalla sua parte ha la Strega Bianca, una fantastica entità benefica, che l’aiuterà sempre a trovare la strada giusta per sconfiggere il male, il nemico.
In questo caso un rivale da affrontare è l’aitante Romualdo, giovane Re del regno in lotta da sempre con quello di suo padre.
Toccherà proprio a Fantaghirò la parte della guerriera “senza macchia e senza paura”. Camuffata dietro un aspetto da maschio e ormai abile nell’uso della spada, sarà un degno avversario con cui battersi…
Il seguito della storia intreccia altri eventi, tra boschi incantati, amore, battaglie e sapore di favola.

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