LA COMUNICAZIONE BENETTON: BASTA CHE SE NE PARLI

Campagna promozionale Benetton
Ci risiamo. Benetton lancia l’ennesima campagna pubblicitaria al limite dell’ordinario. Come ogni stagione, cerca di stupire, creare scalpore e rumore attorno al marchio. Quest’anno la giustificazione è stata questa: 

Se l’amore globale rimane una sia pur condivisibile utopia, l’invito a ‘non odiare’, a combattere la ‘cultura dell’odio’, rappresenta un obiettivo ambizioso ma realistico (Alessandro Benetton). 

Allora mi chiedo: se veramente erano questi i motivi che hanno spinto a creare un certo tipo di comunicazione (spinta!), perchè far baciare sulla bocca i principali esponenti politici e religiosi? Perchè arrivare per alcuni ad un gesto omosessuale (vedi ad esempio il Papa e l’Imam della moschea di Al-Azhar al Cairo. E quest’ultimi ovviamente non hanno gradito). 
Da copywriter (radiofonica) dico che questo tipo di comunicazione e pubblicità non funziona più. Steve Jobs ha insegnato tanto, soprattutto in questo campo: si alla semplicità, alla chiarezza, alla purezza, all’assenza di volgarità. Si a tutto ciò che è cristallino, soprattutto in un periodo delicato come questo. 
Perchè si possono scegliere e percorrere due strade:
1. L’importante è che se ne parli e soprattutto bene
2. L’importante è che se ne parli comunque; senza nessun pensiero o remora sul messaggio
Chissà se gli Art Director di Benetton saranno della mia opinione. A quanto pare no, visto che hanno portato avanti a livello internazionale la campagna in questione. 

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